“Col Conte bis il clima è cambiato |Intesa con i 5 Stelle? C’è tempo”

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11 Settembre 2019, 17:29

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Nicola d’Agostino, capogruppo di Sicilia Futura all’Ars, a Sala d’Ercole abbiamo visto le opposizioni marciare insieme sul collegato. Qualcosa è cambiato con la nascita del governo Conte?

“È evidente che il clima è cambiato, a partire dal governo nazionale. E in Assemblea con molta leggerezza ci siamo ritrovati, chi sta all’opposizione, tra il serio e il faceto, a condividere immediatamente i percorsi. In passato si andava in conferenza dei capigruppo ognuno per i fatti suoi. Invece stavolta è stato quasi fisiologico avere un’azione condivisa su quest’argomento. Anche la fotografia scherzosa che avete pubblicato. Due mesi fa non lo avremmo fatto. Poi, sempre opposizione eravamo…”.

Voi due di Sicilia Futura veramente avete votato molte volte con il governo.

“Ma lo abbiamo detto alla luce del sole, sin dall’elezione di Miccichè presidente. In una situazione di una Assemblea paralizzata dall’assenza di una maggioranza si doveva comunque dare una mano per fare partire la legislatura. Lo abbiamo fatto alla luce del sole, non sotto banco, quando c’erano temi decisivi. Ora, però, è già da parecchi mesi che non vediamo nulla, il governo non propone leggi. Io sono stato eletto all’opposizione e rimango all’opposizione: responsabile ma opposizione. Non abbiamo mai partecipato a spartizioni di potere”.

Con l’onorevole Tamajo siete in perfetta sintonia?

“Assolutamente sì”.

Sì ma con un’opposizione compatta e una maggioranza fragile, l’Ars rischia di non fare nulla. Come se ne esce?

“Questo è un problema che deve risolvere il governo. Se ieri invece di un super-collegato ci fossimo trovati la riforma dei rifiuti avremmo mai pensato di fare ostruzionismo? Se il governo è serio e pone problemi seri, non ci mettiamo contro gli interessi della Sicilia. Ma in quei 65 articoli c’era di tutto, non è possibile che per nove mesi facciamo finanziaria, reperendo solo somme in uscita con la Corte dei conti che ci dice che non ci può parificare il consuntivo. Siamo in emergenza e continuiamo a dare mance?”.

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Ma dentro c’erano anche misure molto attese.

“Lo ammette ance Miccichè che questa stagione dei collegati è stata ridicola. Si prendono le norme indifferibili e urgenti e se si devono approvare si approvano. Ma non 65 articoli che con gli emendamenti poi diventano cento”.

Chiedete un confronto preventivo alla maggioranza?

“Su quel testo c’erano solo le firme dei capigruppo di maggioranza ma questo è secondario: se avessero portato qualcosa di serio ne discutevamo. Non 65 articoli frutto di una scampagnata di Miccichè e Savona, con misure elettorali… Non è accettabile”.

Senta, che ne è di Sicilia Futura? Perché voi deputati restate nel centrosinistra, i vostri amici del partito si sono spostati verso il centrodestra.

“Il movimento in quanto tale è una questione più teorica che pratica. Noi rivendichiamo questo aggancio al centrosinistra. E speriamo che le prospettive future permettano al mondo che gira attorno a Sicilia futura di avere agibilità di campo, ma in questo campo”.

Tornando al rapporto con i 5 Stelle, lei pensa che si possa riproporre anche sui territori?

“A caldo pare un aborto, sia a noi che a loro, siamo stati su fronti contrapposti fino a ieri. Ma la politica è sintesi. Bisogna capire se dal punto di vista culturale e del linguaggio si trova il modo di poter dialogare. E sui temi bisogna trovare il minimo comune denominatore. Trovare una convergenza programmatica è semplice se non c’è un muro culturale, senza un linguaggio che pone problemi pseudo moralistici e porta all’odio e al rancore. Abbiamo tre anni di tempo davanti”.

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11 Settembre 2019, 17:29

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