Confindustria, Boggetti: "Stupiti non si parli di payback sanitari nella manovra"

Confindustria, Boggetti: “Stupiti non si parli di payback sanitari nella manovra”

"Oltre mille imprese si troveranno in difficoltà"

PALERMO – “Siamo stupiti e preoccupati che nella manovra non si affronti la questione del payback dei dispositivi medici come se il problema non esistesse. A due settimane dallo scadere dei termini di pagamento delle quote di ripianamento dei tetti di spesa 2015-2018 rischia di mettere in difficoltà il diritto alla salute degli italiani”. Questo il commento sulla manovra del presidente di Confindustria Dispositivi Medici Massimiliano Boggetti, che chiede che la questione venga affrontata subito con una proroga dei pagamenti e una soluzione definitiva entro fine anno.

Parliamo – rileva Boggetti in una nota – di oltre mille imprese che forniscono il Servizio sanitario nazionale e che se si troveranno in difficoltà potrebbero non garantire l’approvvigionamento degli ospedali”.

“È allarmante – dichiara – che il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ieri in conferenza stampa non abbia toccato il tema del payback, la situazione grave in cui versa la Sanità non sono solo le liste d’attesa, ma anche un comparto che fra 15 giorni rischia di non poter più fornire tecnologie mediche per la prevenzione, la diagnosi e la cura della salute degli italiani. La questione va affrontata subito con un’ulteriore proroga dei pagamenti e contestualmente con un tavolo di lavoro che metta fine al payback entro dicembre”.

Secondo Boggetti, infatti, “questo clima di perdurante incertezza sta logorando le imprese e sta portando a scelte forzate di riduzione dei posti di lavoro e di carenza di prodotti di qualità negli ospedali. Il fallimento di aziende locali e il disinvestimento nel nostro Paese di quelle che operano su scala globale porterà a migliaia di licenziamenti e a una riduzione drastica al sostegno della formazione e a un ulteriore taglio agli investimenti in ricerca e sviluppo. Ci sarà insomma un effetto negativo a cascata di forte impatto sociale ed economico”. Non solo, la situazione coinvolgerà in modo sempre più diretto, conclude, “l’offerta di salute e la possibilità per i cittadini di effettuare le prestazioni sanitarie previste dai Lea. Le conseguenze ricadranno soprattutto sulle classi sociali più deboli”.

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