CATANIA – “In Consiglio Comunale la maggioranza è assente”. Lo sostiene il gruppo Italia Viva che sottolinea la mancanza di numero legale in occasione delle sedute del senato cittadino, non ultima quella di ieri sera. Non è la prima accusa volta ai consiglieri che sostengono l’amministrazione: qualche giorno fa anche il Movimento 5 Stelle aveva tuonato contro le assenze in aula.
L’accusa di Italia Viva
“Manca il numero legale per nona volta consecutiva – scrive la consigliera Francesca Ricotta su Facebook. Le divisioni interne della maggioranza non consentono più di poter proseguire con i lavori d’aula. A pagarne il prezzo saranno i catanesi – afferma ancora – che, in questa fase difficile e complessa, meritano risposte ed aiuti concreti. E torna a chiedere le dimissioni del sindaco Pogliese.
Le divisioni nella maggioranza
“L’assenza del Sindaco Pogliese ha incrinato i rapporti all’interno di quella maggioranza che nel giugno del 2018 è stata proclamata dal voto. A distanza di 24 mesi, finito il primo giro di boa Catania si porta alle spalle una situazione che è un disastro, uno scenario che sta per concludersi con le possibili dimissioni del Sindaco Pogliese”. Affermano in una nota i consiglieri di Italia Viva Peppe Gelsomino (capogruppo), Francesca Ricotta e Mario Tomasello. “Ormai le cordate interne – affermano i tre – le divisioni tra l’attuale Sindaco facenti funzioni Roberto Bonaccorsi e i consiglieri più fedeli a Pogliese non consentono più di poter proseguire con i lavori d’aula, è assurdo che la nona città d’Italia appunto non riesce ad intervenire su tutte le emergenze che vive Catania dal punto di vista sociale, economico, della sicurezza urbana, dal trasporto pubblico locale, alla pubblica istruzione, insomma tutto ciò che ruota intorno ad una città come la nostra in emergenza Covid-19. “Pogliese ne prenda atto e liberi la Città da questa agonia perché la sua vera scelta d’amore per Catania sarebbe dimettersi” – concludono.
La replica
A rispondere ai consiglieri di Italia Viva è il gruppo In campo con Pogliese. Andrea Barresi, Paola Parisi e Carmeo Nicotra evidenziano come non vi sia alcuna “divisione o cordata interna in Consiglio Comunale tra i “fedelissimi” del sindaco Pogliese e l’attuale sindaco Roberto Bonaccorsi, anzi tutt’altro”.
Il programma
Secondo i consiglieri di maggioranza, “il programma di governo presentato da Salvo Pogliese al momento della sua candidatura, condiviso con tutte le forze politiche, sarà portato avanti in tutti i suoi punti e senza alcuna sbavatura. Fa sorridere che le opposizioni siano così attente alla mancanza del numero legale, considerato il fatto che le stesse, pur essendo formalmente presenti in aula, escano dalla stessa solo per realizzare, in maniera sterile ed improduttiva tra l’altro, dei giochetti che non portano a nulla nei confronti della città” – accusano.
Opposizione non incisiva
“Si rileva – proseguono – che nessuna proposta politica di pregio sia stata fatta dalle stesse opposizioni che oggi rivendicano un ruolo all’interno del civico consesso che non ha portato a nulla in termini di produttività nei confronti dei cittadini, se non opposizione strumentale dettata da logiche politiche non appartenenti al benessere cittadino”.
I consiglieri di In campo con Pogliese rinnovano, infine, la “fedeltà” all’amministrazione, ricordando “il lavoro incessante fatto dal Sindaco Salvo Pogliese e da tutta la giunta, oggi questa città, seppur in dissesto, gode nuovamente di un bilancio approvato dal Ministero degli Interni, e si ribadisce ulteriormente che il dissesto è stato causato non da questa amministrazione comunale, insediatasi nel 2018, ma dal lavoro prodotto da chi, nella scorsa sindacatura, stesse opposizioni comprese, facenti parte del governo di questa città con posizioni all’interno della giunta e dei consigli di amministrazione hanno esplicitamente causato un disastro noto a tutti, che grazie solo alla scelta d’amore del Sindaco Pogliese è stato scongiurato. Pertanto nessuna dimissione deve essere rassegnata dal Sindaco Pogliese, anzi si auspica allo stesso il ritorno presso il Palazzo di Città al fine di poter espletare il suo mandato, così come voluto dai catanesi”.

