Consolidamento Monte Pellegrino | Assolto un dirigente comunale

Consolidamento Monte Pellegrino | Assolto un dirigente comunale

Il processo tornava dalla Cassazione che aveva annullato con rinvio la condanna a tre anni e mezzo inflitta in appello, dichiarando l'inutilizzabilità di alcune registrazioni. L'ex capo del servizio Geologia e geotecnica del comune di Palermo, Antonino Martinico, era accusato di aver minacciato gli imprenditori veneti che stavano per aggiudicarsi la gara da 6 milioni di euro.

PALERMO - LA SENTENZA
di
2 min di lettura

PALERMO – Assolto dopo un lungo processo, 18 mesi trascorsi fra carcere e arresti domiciliari, e cinque anni di sospensione dal servizio. Sotto accusa c’era Antonino Martinico, ex capo del servizio Geologia e geotecnica del comune di Palermo. Il processo tornava dalla Cassazione che aveva annullato con rinvio la condanna a tre anni e mezzo inflitta in appello, dichiarando l’inutilizzabilità delle registrazioni in cui le parti offese subirono le pressioni del dirigente comunale.

In Tribunale la pena era stata più pesante – sei anni – ma in secondo grado aveva retto solo l’accusa di tentata concussione, mentre erano state cancellate dalla prescrizione le ipotesi di turbativa d’asta, corruzione e falso. Ora la concussione e la corruzione sono cadute nel merito come chiesto dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Gioacchino Sbacchi. La prescrizione fa restare in piedi la possibilità per le parti civili di ottenere il risarcimento danni in sede civile.

Secondo l’accusa Martinico, pretendeva che utilizzassero il materiale di un’azienda svizzera. Per fare saltare la gara, già aggiudicata, avrebbe anche falsificato un documento. Non aveva, però, fatto i conti con i titolari della Consores srl, del Consorzio triveneto rocciatori e della Unirock srl, che lo avevano denunciato e si erano costituiti parte civile nel dibattimento. Gli stessi si erano presentati con i registratori addosso quando, nel corso di un incontro al bar, subirono le richieste di Martinico. Solo che quelle registrazione, secondo i supremi giudici, avevano il valore di intercettazioni e dunque andavano autorizzate da un giudice. Ecco perché è venuto meno il cuore dell’accusa.

Secondo l’ipotesi della Procura, le tre aziende sarebbero state penalizzate per essersi rifiutate di utilizzare materiale prodotto dalla ditta svizzera “Geobrugg Fatzer”. Martinico, che nel ’97 finì in carcere ed è tornato al lavoro da pochi mesi, avrebbe cercato di favorire l’azienda elvetica assieme ad altre cinque persone, processate separatamente. Per questi ultimi il processo d’appello è appena iniziato. Il primo grado si è concluso l’anno scorso con tre condanne e due assoluzione. I condannati sono stati Nicola Nocilla (progettista dei lavori, ha avuto un anno e sei mesi), Marcello Riggio e Antonino Dino (un anno e tre mesi ciascuno). Per tutti e tre la pena è stata sospesa e sono caduti alcuni capi di imputazione. Assolti Mario Carollo e Gabriele Giuseppe Guglielmini. Erano tutti componenti della commissione di gara dell’appalto, tranne Guglielmini rappresentante della Geobrugg in Italia.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI