Sicilia, De Luca: "Schifani rinegozi l'accordo con Giorgetti"

De Luca: “Quell’accordo strozza la Sicilia, Schifani torni indietro”

"La cronologia dei fatti inchioda il governatore"

PALERMO – Cateno De Luca chiede al governatore Renato Schifani di rinegoziare l’accordo economico firmato con il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. In un lungo comunicato stampa, il leader di Sud chiama nord ripercorre la vicenda relativa al cosiddetto ‘Salva Sicilia’. C’è la critica aspra a Schifani e la richiesta al governatore: ritornare suoi suoi passi rispetto all’intesa che assegna 200 milioni di euro all’Isola.

La cronologia dei fatti

“In queste ultime settimane abbiamo evidenziato più volte le criticità dell’accordo sottoscritto il 16 dicembre – afferma De Luca -. Più passano i giorni e più emergono anche le contraddizioni del presidente Schifani rispetto a questo argomento”. L’ex sindaco di Messina poi ricostruisce cronologicamente l’iter che ha portato all’intesa: una tempistica che secondo De Luca “inchioda il presidente Schifani alle proprie responsabilità”.

Le parole di Schifani all’Ars

“Il presidente della Regione Siciliana nella seduta dell’1 dicembre dell’Assemblea regionale ha reso le proprie dichiarazioni programmatiche, affermando in particolare in riferimento ai rapporti economico-finanziari in via di definizione tra lo Stato e la Regione Siciliana che un ‘confronto è già stato avviato con il ministero per l’Economia, con l’obiettivo innanzitutto di richiedere il dovuto riconoscimento finanziario, per la mancata attuazione dei commi 830, 831 e 832 dell’articolo 1 della legge 296 del 2006 che è stata già oggetto di riconoscimento in sede tecnica nel confronto tenutosi tra i rappresentanti regionali e i rappresentanti ministeriali’ – ricostruisce De Luca – e che ‘nonostante la mancata attuazione di tali disposizioni, che prevedevano un accordo tra le parti, per il completo trasferimento della spesa sanitaria a carico del bilancio della Regione, a fronte della corrispondente retrocessione delle accise, a nostro favore, lo Stato in assenza dell’accordo e senza alcuna compensazione ha unilateralmente aumentato la quota di cofinanziamento regionale, la nostra, alla spesa sanitaria dal 42 per cento al 49,11 per cento con un maggiore onere annuo di oltre 600 milioni di euro. Complessivamente, la Regione, dal 2006, ha sostenuto un maggiore onere di circa 8 miliardi di euro'”.

Il ruolo di Giorgetti…

Il leader di Sud chiama nord poi prosegue: “L’incontro cui fa riferimento il presidente Schifani, come si evince da una nota stampa diramata dalla presidenza della Regione, si è svolto il 24 novembre scorso, alla presenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Proprio in quell’occasione il presidente della Regione pomposamente affermava la propria soddisfazione dell’esito dell’incontro, tra l’altro sottolineando in maniera tragicomica, alla luce dei fatti avvenuti successivamente, “’’apertura e la sensibilità del ministro Giorgetti che, una volta preso atto delle aspettative della Regione, ha manifestato la disponibilità a valutare idonee iniziative per la stabilizzazione finanziaria della Sicilia’. Idonee iniziative che di fatto si sono tradotte nell’accordo sottoscritto il 16 dicembre – osserva – che come più volte abbiamo ripetuto affossa la Sicilia accettando di rinunciare a 8 miliardi in cambio di appena 200 milioni”.

“Schifani smentisce se stesso”

De Luca quindi evidenzia: “A seguito delle legittime prese di posizione delle forze politiche parlamentari contro un accordo che può senza alcun tema di smentita definirsi una vera e propria truffa ai danni della Sicilia e dei siciliani, Schifani ha a più riprese a mezzo stampa smentito se stesso affermando di essere stato ‘preso anche per pazzo’ perché, secondo qualcuno, aveva ‘rinunciato a 9 miliardi di crediti'”. De Luca quindi ricorda la risposta del governatore: “‘Sciocchezze. Quei miliardi non sono scritti da nessuna parte, perché il credito non viene riconosciuto'”.

“No allo strozzinaggio di Stato”

Da qui la conclusione: “Alla luce di tutto questo già nelle scorse settimane avevamo presentato una mozione di sfiducia che si è però fermata alle 8 firme dei nostri due gruppi parlamentari. Comprendiamo che magari per le pseudo opposizioni fosse una mossa troppo coraggiosa da compiere. Oggi però pretendiamo che l’aula affronti la questione. Pretendiamo che il governo regionale fornisca chiarimenti e soprattutto pretendiamo che agisca presso le competenti sedi istituzionali affinché si giunga celermente alla rinegoziazione dell’Accordo tra il Presidente della Regione siciliana ed il Ministro dell’economia e delle finanze sottoscritto il 16 dicembre 2022. Sud chiama Nord e Sicilia Vera hanno presentato una mozione chiedendo proprio questo. Non accetteremo compromessi e non siamo pronti ad assistere passivamente a questo strozzinaggio di Stato”.


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