MESSINA – La Procura Federale aveva promesso la mano pesante ed a giudicare le richieste da parte del procuratore aggiunto Gioacchino Tornatore, le attese sono state rispettate. 3 anni e 6 mesi di squalifica ed un’ammenda di 60 mila euro richiesti per Arturo Di Napoli, la cui posizione è ulteriormente danneggiata dall’illecito aggravato, fattore che ha appesantito di altri 6 mesi la richiesta.
Durante il dibattimento che si è tenuto a Roma presso il Nuovo Hotel Vittorio Veneto (sede dei processi sportivi), il sostituto procuratore Lorenzo Giua ha tracciato la cartina che avrebbe portato all’alterazione del match tra L’Aquila e Savona. Arturo Di Napoli, all’epoca tecnico dei liguri, avrebbe avuto contatti con il dirigente abruzzese Ercole Di Nicola, per lui chiesti 6 anni e e 3 mesi di inibizione, mentre a fare da intermediario e trasportare il denaro utile per la combine sarebbe stato Massimiliano Polidoro, con cui Di Nicola si sarebbe visto a Rieti.
“Una richiesta particolarmente pesante, non ce l’aspettavamo”, questo il commento dell’avvocato del tecnico milanese Mattia Grassani, affiancato dai legali messinesi Giovanni Villari e Antonio Fazio. Saranno proprio loro i protagonisti dell’udienza di oggi, che dovranno dimostrare che i contatti tra l’attuale tecnico del Messina e Di Nicola non erano volti all’alterazione della partita ma all’acquisto del giocatore Daniele Gizzi.

