PALERMO – La Palermo calcistica piange la morte di Ninetto De Grandi, che ci ha lasciato all’età di 90 anni. Benigno, questo il suo vero nome di battesimo, nacque a Salsomaggiore Terme il 15 giugno 1924, e ha legato in maniera indissolubile il suo nome a quello del Palermo, sotto tutte le vesti possibili dal campo alla panchina, fino alla scrivania e un ruolo dirigenziale. Indossò la maglia rosanero dal 1951 al 1957, raccogliendo 97 presenze e segnando 12 reti, con un breve intermezzo alla Sampdoria nella stagione 1955/1956, durante la quale non scese mai in campo con la maglia blucerchiata. Era un mediano sinistro con un ottimo controllo di palla e in grado di fornire assist in maniera precisa, e durante i suoi trascorsi al Milan, precedenti all’approdo al Palermo, un mito del giornalismo come Gianni Brera lo definì “il quarto svedese” per sottolinearne l’importanza, quasi pari a quella di Gren, Nordalh e Liedholm. Una volta appesi gli scarpini al chiodo, De Grandi divenne allenatore e guidò il Palermo alla promozione in serie A nel 1972, ultima ascesa nell’Olimpo del calcio italiano prima dell’inizio dell’era-Zamparini. Tornò sulla panchina rosanero nella meno fortunata stagione 1975/1976, per poi diventare direttore sportivo del club di viale del Fante nell’annata successiva. La camera ardente è stata allestita presso l’Ospedale Civico di Palermo, i funerali si dovrebbero svolgere sabato 13 dicembre.
“Ninetto De Grandi ha rappresentato una delle figure più importanti e storiche del calcio palermitano”. Lo hanno detto il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore allo Sport, Cesare Lapiana, dopo aver appreso della scomparsa dell’ex giocatore, allenatore e dirigente del Palermo, Ninetto De Grandi. “Ancora oggi – aggiungono Orlando e Lapiana – era immenso l’affetto degli sportivi palermitani per De Grandi: simbolo di dolcezza e umanità che da emiliano scelse Palermo come luogo per vivere dopo aver chiuso l’esperienza calcistica”
La redazione di LiveSicilia Sport rivolge le proprie più sentite condoglianze alla famiglia De Grandi.

