Alimena, capitale della Padania | Ecco i leghisti di Sicilia

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01 Febbraio 2013, 16:36

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PALERMO – Il sole delle Alpi, da oggi splende anche sulle Madonie. La Lega Nord sbarca in Sicilia, determinata più che mai a far valere le proprie ragioni ed accaparrarsi, magari, un seggio a Roma, forte del suo simbolo in cui l’effige di Alberto da Giussano è affiancato dall’immancabile scritta ‘Padania’, la nazione nordica che adesso conta una capitale in più: Alimena.

Una contraddizione indubbiamente forte per un partito che vuole lanciarsi nella regione più a Sud d’Italia, ma a fugare ogni dubbio ci pensa Giuseppe Scrivano, sindaco, appunto, della “verde” Alimena, che ha sposato la causa leghista ed ora è capolista per la Camera in Sicilia Orientale e numero due in Sicilia Occidentale, ma che non pare molto convinto del brand di Bossi e compagni. “Siamo qui per presentare il nostro progetto – dice Scrivano, candidato alle ultime elezioni Regionali con la lista Musumeci presidente – che è quello di portare avanti un partito che per comodità è quello della Lega Nord, ma il nostro progetto è quello di un simbolo che sia d’impatto un po’ meno duro rispetto alla Sicilia, anche se condividiamo perfettamente e vogliamo portare in questa regione quello che è il modello della Lega Nord”.

“Quando parliamo della Lega – afferma Veronica Navarra, capolista in Sicilia Occidentale – le persone ci guardano in maniera strana, ma noi prendiamo come modello lo sviluppo di alcune regioni del Nord. Da imprenditrice che conosce bene la Sicilia ritengo che questa terra meriti di più”. Navarra sottolinea il ruolo di Giulio Tremonti, il cui movimento 3L è apparentato alla lista leghista: “Il professore – spiega la capolista parlando dell’ex ministro delle Finanze – punta sullo sviluppo dell’impresa siciliana, con l’apertura di una nuova Cassa del Mezzogiorno che dia ossigeno alle piccole imprese”.

Durante la conferenza stampa di presentazione, Scrivano ha voluto anticipare le domande dei tanti giornalisti accorsi, chiarendo il perché dei suoi tanti cambi di casacca. “Sono stato oggetto di attacchi – continua il sindaco di Alimena – ma la mia vita è stata sempre fatta di fatti concreti. Sono sempre stato un politico per servizio, non per avere una posizione sicura dietro una scrivania ed ho sempre guardato con attenzione i partiti a vocazione regionale: prima Nuova sicilia, poi l’Mpa, poi Grande Sud, ma questi sono nati con uno spirito e si sono sciolti come neve al sole e non c’è traccia d’interesse del loro lavoro per quanto riguarda la Sicilia. Qualche volta il linguaggio della Lega non è stato a noi amico, ma un fatto è il linguaggio, un’altra cosa sono le azioni concrete”.

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Presente anche la numero due al Senato per la lista 3L, che fa capo all’ex ministro Giulio Tremonti, Chiara Zarloco. “Abbiamo un impegno importante – dice – verso i giovani che vogliono mettere su famiglia e rimanere in Sicilia, una regione fantastica in cui si deve rivisitare tutto il modello Italia”.

Scrivano, la cui lista ha già destato diverse polemiche per la presenza di tanti familiari del sindaco e del suo presidente del consiglio comunale, parla dei tanti consensi ricevuti nel proprio paese: “Abbiamo formato la lista in una notte, con tante persone, anche componenti della mia amministrazione che hanno sposato senza battere ciglio il progetto”, un progetto, sempre secondo il sindaco, spendibile ed esportabile in tutte le Madonie.

Ma la scelta “nordista” di Scrivano ha portato un piccolo terremoto poltico nel paesino del Palermitano. Il vice sindaco Alvise Stracci e l’assessore Roberto Tedesco, infatti, si sono dimessi. Mentre a Vincenzo Albanese, un assessore che fu tra i primi a contestare la scelta di Scrivano, il sindaco aveva revocato le deleghe, per poi promuovere Santina Bausone, finora presidente del consiglio comunale nonché candidata con la Lega Nord. Anche i capigruppo di maggioranza in consiglio hanno rifiutato di vestire la camicia verde, rassegnando le proprie dimissioni, affidando ad un comunicato stampa la loro distanza dalle scelte ideologiche del sindaco e si teme per uno scioglimento anticipato del consiglio comunale. Il sole delle Alpi, che aveva già iniziato ad illuminare le Madonie, è già offuscato dalle prime nubi.

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01 Febbraio 2013, 16:36

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