PALERMO – Una cosa è certa: la Regione siciliana era stata informata dalla Procura della Repubblica di Palermo della fissazione dell’udienza preliminare e della richiesta di rinvio a giudizio, datate 4 novembre 2025, nei confronti dell’assessora Elvira Amata e dell’imprenditrice Marcella Cannariato.
La notifica brevi manu
Il 2 dicembre successivo due finanzieri, così risulta dai documenti, si presentarono alle 10:15 negli uffici della presidenza della Regione per notificare gli atti, brevi manu, al governatore Schifani “identificato a mezzo conoscenza diretta”. Non fu necessario chiedergli di mostrare un documento.
Nell’atto, notificato in quanto la Regione veniva identificata come parte offesa, ci sono le firme dei due finanzieri “verbalizzanti” e quella della parte. Non si sa cosa sia accaduto dopo. Il fatto che la Regione si sia costituita parte civile in altri due processi, compreso quello che vede imputato il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, pure lui come Amata esponente di Fratelli d’Italia, farebbe pensare a una dimenticanza o un disguido.
Processo Amata, la nota della Regione
La Presidenza della Regione con una nota ha precisato “di non avere ricevuto comunicazioni relative alla fissazione dell’udienza e al capo di imputazione”. La stessa documentazione, secondo Palazzo d’Orléans, “non sarebbe stata trasmessa neppure all’Avvocatura dello Stato”. L’equivoco potrebbe essere legato al fatto che la Presidenza fosse convinta della necessità di ricevere una nuova notifica, dopo il rinvio a giudizio, con l’indicazione della data della prima udienza in Tribunale? Il decreto che dispone il giudizio, però, non va più notificato alla parte offesa. Era onere della Regione informarsi sull’esito dell’udienza.
A marzo scorso, quando iniziò l’udienza preliminare e Livesicilia rivelò la mancata costituzione, a margine di un incontro Schifani spiegò: “La costituzione di parte civile, per la vicenda che vede coinvolta l’assessore al Turismo Elvira Amata, può avvenire fino all’inizio del dibattimento, per adesso siamo solo alle fasi preliminari. Non conosco nemmeno il pensiero del Gip, quindi allo stato attuale ritengo inopportuno la costituzione di parte civile”, disse il presidente.
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Oggi da Palazzo d’Orléans hanno aggiunto che “la proposta sarà portata nella seduta di giunta prevista per martedì 8 settembre”. Siamo fuori tempo massimo. La notifica è stata eseguita regolarmente e dimostrare il contrario sarebbe l’unica possibilità per riaprire i termini.
La richiesta della Regione
La Regione Siciliana chiederà al collegio del Tribunale di Palermo la rimessione in termini ai fini della costituzione di parte civile alla luce della mancata notifica degli atti all’Avvocatura dello Stato, come invece avvenuto per i procedimenti a carico di Galvagno, Cannariato e De Capitani. In ogni caso, precisano fonti di Palazzo d’Orléans, non si configura allo stato alcun pregiudizio per l’amministrazione regionale. Qualora il procedimento dovesse concludersi con una condanna dell’assessore, la Regione conserverebbe infatti la possibilità di agire in sede civile per l’eventuale risarcimento dei danni.




