Processo all'assessora Amata: la Regione non è parte civile

Processo all’assessora Amata: la Regione non è parte civile

Processo Amata
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PALERMO – La conferma arriva in aula. La Regione non si è costituita parte civile nel processo all’assessora al Turismo Elvira Amata. L’esponente di Fratelli d’Italia, presente in aula, è imputata per corruzione. Stando alla riforma Cartabia ormai non c’era più tempo per la costituzione. Il limite massimo era l’udienza preliminare. Alla Regione, invece, si erano detti convinti che si potesse ancora fare, com’era in passato, fino alla prima udienza. Nel frattempo devono avere cambiato idea visto che stamani, davanti alla terza sezione del tribunale presieduto alla Fabrizio La Cascia, non c’era un rappresentante dell’avvocatura per conto dell’amministrazione regionale.

Elvira Amata sotto processo

La Regione, dunque, non è parte civile, ruolo importante quasi al pari dell’accusa in un processo penale. Questo, però, non impedisce al Tribunale, in caso di condanna, di riconoscere all’ente un risarcimento dei danni. Deve essere successo qualcosa alla Regione visto che, a differenza di questo processo, si è già costituita in quello che vede imputato Gaetano Galvagno e nell’altro dove sotto accusa ci sono, tra gli altri, l’ex portavoce del presidente dell’Ars, Sabrina De Capitani, e l’imprenditrice Marcella Cannariato.

Rito abbreviato per Marcella Cannariato

Cannariato era coimputata insieme ad Amata ma ha scelto di essere processata con il rito abbreviato al termine del quale è stata condannata a due anni e mezzo per corruzione. Ecco perché la sua posizione è stata separata da quella dell’assessore. Dopo la costituzione delle parti, i pm Felice De Benedittis e Andrea Fusco hanno avanzato le richieste di prova (audizione di dieci testimoni e deposito delle informative con le intercettazioni della guardia di finanza). Ventisette i nomi della lista testi degli degli avvocati Giuseppe Gerbino e Sebastiano campanella, tra cui il governatore Renato Schifani e Gaetano Galvagno. Prossima udienza il 12 ottobre.

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De Capitani, ex portavoce di Galvagno, e Cannariato rinviate a giudizio

Completano la lista testi: il dirigente regionale Giuseppe Librizzi, Valeria Lo Turco, segretario particolare dell’assessore al Turismo; l’imprenditore Tommaso Dragotto; Sabrina De Capitani di Vimercate, ex portavoce del presidente Galvagno; Iolanda Riolo, all’epoca dei fatti presidente dell’Irfis; Maria Concetta Antinoro, dirigente generale del dipartimento turismo e i componenti del gabinetto Giuseppe Martino, Tommaso Salemi, Bernardo Campo, Ludovico Giambrone, Pasquale Currò, Lucia Di Fatta; la rappresentante legale della fondazione Marisa Bellisario Consolata Golfo e la dipendente della fondazione Marina Abate, oltre a Caterina Cannariato e Giorgio Cannariato. Citati anche il nipote dell’assessora Amata Tommaso Paolucci e il cognato Gianluca Paolucci.

La Regione: “Mai ricevuta notifica dell’udienza”

Da Palazzo d’Orléans arriva una nota nella quale vengono forniti chiarimenti sulla posizione dell’amministrazione regionale. “In riferimento al procedimento penale che coinvolge l’assessore regionale al Turismo, Elvira Amata – si legge – Palazzo d’Orléans precisa che non è mai pervenuta né alla Regione Siciliana né all’Avvocatura dello Stato alcuna comunicazione relativa alla data di fissazione dell’udienza o al capo di imputazione. Per tale ragione, non risulta acquisito alcun parere dell’Avvocatura dello Stato in merito al procedimento”. La Regione Siciliana si dice pronta a costituirsi parte civile nel procedimento penale che coinvolge l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata. La proposta sarà portata nella seduta di giunta prevista per martedì 8 settembre.


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