Estorsione, condanna definitiva| L'ex sindaco finisce in carcere

Estorsione, condanna definitiva| L’ex sindaco finisce in carcere

L'ex sindaco di Montelepre si è presentato spontaneamente al Pagliarelli.

PALERMO – La condanna è diventata definitiva. La Cassazione ha respinto il ricorso e l’ex sindaco di Montelepre Giacomo Tinervia, 60 anni, sabato scorso si è presentato al carcere Pagliarelli di Palermo: deve scontare 6 anni e 10 mesi di carcere per concorso in estorsione aggravata e induzione indebita a dare o promettere utilità.

Assolto in primo grado nel processo “Nuovo mandamento” che vedeva alla sbarra numerosi esponenti mafiosi dell’area tra San Giuseppe Jato e Partinico, la sua pozione era stata stralciata. In primo grado non aveva retto al vaglio del giudice l’ipotesi che avesse chiesto soldi a un imprenditore che stava ristrutturando la palestra del paese. Ma la sentenza venne ribaltata in appello, dove Tinervia era l’unico imputato, accusato di aver fatto da intermediario tra la vittima dell’estorsione e le cosche locali.

Secondo la ricostruzione della Procura, che ha retto anche al vaglio dei supremi giudici, Tinervia ha intascato una mazzetta da un imprenditore per conto del quale, successivamente, ha pure mediato il pagamento del pizzo. Prima si è messo in tasca sette mila euro e poi ha fatto da tramite fra il boss Giuseppe Lombardo e lo stesso imprenditore costretto a versare 20 mila euro nelle casse di Cosa nostra per la cosiddetta messa a posto. L’imprenditore, nel frattempo deceduto, assistito dall’avvocato Andrea Dell’Aira, aveva raccontato le pressioni subite.

Eletto nel 2009 con una lista civica, Tinervia aveva ottenuto 2360 voti raggiungendo il 55,65% delle preferenze. Un anno dopo, a poche ore dalla nascita Partito Popolare del Sud, il sindaco di Montelepre dava vita ad un gruppo politico cittadino. Alle ultime elezioni regionali aveva tentato, senza successo, il salto di qualità. Si era infatti candidato con Fli, Futuro e Libertà per l’Italia Nuovo polo per la Sicilia. Riuscì a racimolare 452 voti in una lista che fece flop.

I carabinieri seguivano il capomafia Lombardo. E lo intercettarono mentre ricordava ai suoi di avere scoperto che Tinervia avrebbe intascato una tangente e di averlo richiamato all’ordine: “Giacomino quanto ti sei fottuto… Giuse’ dice che in tutto il lavoro mi puoi dare settemila euro… lo hai messo a posto tu?”.

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