Ex tabella H, i fondi non bastano | Contributi, proteste e polemiche

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25 Novembre 2019, 09:52

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PALERMO – La protesta è di pochi giorni fa ed è stata sollevata dal Museo Mandralisca di Cefalù e dal Banco alimentare. Il tema però, si presenta ogni anno: i fondi dell’ex Tabella H non bastano mai. La Regione, infatti, ogni anno è costretta a chiudere rubinetti agli enti di tutti i settori e così ogni anno, dopo la pubblicazione delle graduatorie si succedono gli appelli per scongiurare che i beneficiari dei fondi non riescano a portare avanti l’attività. Proprio il taglio al museo di Cefalù, però, ha portato qualcuno a rispolverare un’interrogazione del 2013 in cui l’attuale governatore chiedeva cosa il governo Crocetta intendesse fare per non far chiudere il Museo Mandralisca.

L’appello dei Cobas e l’interrogazione di Musumeci nel 2013

L’ultimo appello a favore del Museo di Cefalù, dov’è conservato il ritratto di Antonello da Messina, è arrivato pochi giorni fa dal sindacato Cobas Codir. In una nota infatti, l’organizzazione sindacale chiede al presidente della Regione Nello Musumeci, ad oggi anche oggi assessore ai Beni culturali ad interim, di intervenire per evitare la chiusura del museo. La richiesta è però condita da un ricordo che ha il sapore della contraddizione. “Al presidente Musumeci – afferma Michele D’Amico – vogliamo ricordare l’interrogazione parlamentare da lui stesso promossa nell’aprile del 2013, proprio quando il governo regionale presieduto dal Presidente Crocetta decise di sopprimere l’ex tabella H dove per il Museo Mandralisca era previsto un contributo di 142mila euro. Nell’atto parlamentare si chiedeva con quali risorse la Regione Siciliana intendesse sostenere il museo nella considerazione che senza il contributo regionale non vi sarebbe stata alcuna prospettiva di sopravvivenza del medesimo.”

In quell’interrogazione della passata legislatura, la 603, veniva fatto notare come le risorse derivate dai biglietti, circa 70mila euro, non bastassero per assolvere “anche il solo pagamento di metà dei 9 dipendenti in servizio”. Anche adesso, stando a quanto racconta D’Amico, il personale non percepisce da quattro mesi lo stipendio. Il sindacalista del Cobas Codir rinnova quindi l’invito a Musumeci: “Con lo stesso spirito che lo ha animato nel promuovere l’interrogazione parlamentare del 2013, lo invitiamo a non fare morire il prestigioso sito museale cefaludese”.

Come sono divise le risorse dell’ “ex Tabella H”

Anche quest’anno, insomma, la spartizione dei fondi dell’ex Tabella H porta con sé critiche e polemiche. In totale le risorse sono 6,2 milioni. La maggior parte del fondo è andata al dipartimento Famiglia e al dipartimento Istruzione. A ciascuno dei due sono stati riconosciuti 1,83 milioni di euro. Ai Beni culturali sono stati attribuiti 1,7 milioni di euro. Altri 487mila euro vanno al dipartimento Agricoltura, 190 mila euro sono destinati alla graduatoria del Turismo e 150mila saranno erogati in base alla graduatoria del dipartimento alle Attività sanitarie.

Le richieste però erano state più cospicue. Gli enti che hanno partecipato al bando del dipartimento alla Famiglia hanno presentato progetti ammissibili per 14 milioni di euro. Le richieste pervenute all’assessorato alla Formazione e a quello ai Beni culturali hanno superato 5 milioni per struttura. Al dipartimento Agricoltura erano ammissibili progetti per 1,5 milioni di euro mentre alle Attività sanitarie le richieste ammissibili erano pari a 487mila euro. Al Turismo invece sarebbero serviti 277mila euro.

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Famiglia e istruzione prendono di più

I progetti finanziati nella graduatoria del dipartimento alla Famiglia sono 38. Fra i primi dieci progetti finanziati, e quindi fra quelli con punteggio migliore ci sono: il Banco alimentare a cui vanno 118mila euro sui 734mila richiesti, l’associazione Telefono arcobaleno (267mila euro), il Telefono azzurro (41mila euro), la Meter Onlus di Don Fortunato Di Noto (159mila euro), la Missione “Speranza e carità” (95mila euro), l’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi (155mila euro), il centro d’accoglienza “Padre Nostro” (164mila euro), l’Opera nazionale mutilati e invalidi civili (30mila euro), il centro Studi Don Calabria (209mila euro) e la Comunità terapeutica “Casa dei giovani”(33mila euro circa). In tutto glia altri casi si tratta di finanziamenti per associazioni e Onlus che non superano i 30mila euro.

I progetti finanziati dall’assessorato all’Istruzione e alla formazione sono 18. Il più finanziato è il progetto dell’Unisom a cui a andranno 367mila euro. Segue il Centro siciliano”Sturzo” a cui è stato assegnato un contributo di 343mila euro. Poi ancora l’Arces a cui va un contributo di 256mila euro, la società cooperativa Le Amazzoni con 144mila euro e il “The Siracusa international istitute” a cui spettano 112mila euro. Al centro giovanile “Don Giuseppe Puglisi” vanno 92 mila euro mentre al Centro siciliano di Fisica Nucleare, primo per punteggio nella graduatoria, spettano 81mila euro.

Antimafia, musei e centri studi

Il dipartimento ai Beni culturali, con le risorse a disposizione finanzierà 35 istanze fra enti antimafia, musei, fondazioni culturali e centri studi. Prima in classifica l’Officina degli studi medievali a cui viene concesso un contributo 127mila euro. Poi viene la Fondazione Whitaker a cui vanno 250mila euro e ancora: il centro studi filologici e linguistici siciliani (60mila euro), la Fondazione Gaetano Costa (17mila euro), la Fondazione Ignazio Buttitta (114mila euro), Istituto Gramsci (106mila euro) e l’Associazione per la conservazione delle tradizioni popolari (235mila euro). Fra gli enti antimafia alla Fondazione Falcone viene concesso un contributo di 145mila euro, mentre al Centro Pio La Torre vanno 52mila euro e al Centro studi Cesare Terranova spettano 10mila euro . Fra gli altri enti finanziati con più risorse la Fondazione Leonardo Sciascia a cui va un contributo d 52mila euro, la Fondazione Piccolo di Calanovella (66mila euro), l’Istituto internazionale del Papiro (75mila euro) e il Museo Mandralisca (72mila euro).

Le graduatorie degli altri dipartimenti

Tre sono gli enti a cui va un contributo più elevato nella graduatoria del dipartimento al Turismo: Il teatro Al Massimo (17mila euro), l’associazione Agricantus (17mila euro) e l’associazione amici della Musica di Cefalù (13mila euro). Il resto delle risorse viene distribuito a piccole dosi ad associazioni sportive, pro loco e associazioni musicali o bande. Anche i contributo del dipartimento Attività sanitarie non superano i 20 mila euro. A prendere di più sono l’Onlus Vivisano che ottiene un finanziamento di 15mila euro la Fasted Sicilia a cui vanno 13mila euro, la società cooperativa sociale Corallo a cui spettano 10mila euro e con un contributo dello stesso ammontare l’Ail.

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25 Novembre 2019, 09:52

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