“Favorevole all’intesa con Ncd | Rimpasto? Siamo pronti”

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25 Febbraio 2014, 20:20

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PALERMO – E’ il terzo e più giovane segretario del Partito democratico siciliano, eletto da appena dieci giorni e già pensa a risolvere l’antico problema del rimpasto nell’esecutivo di Rosario Crocetta con un “nuovo patto di governo”. Fausto Raciti non perde tempo e – mentre l’Assemblea regionale da giorni discute sulla difficile riforma delle Province – propone già qualche soluzione. Una di queste, potrebbe essere il “compromesso” con il Nuovo centrodestra di Angelino Alfano: un’operazione che consentirebbe non soltanto di incassare il “sì” sulle Province. Anche se, in realtà, qualcuno ci aveva già pensato.

Segretario, come stanno andando i suoi primi giorni?
“Sono frenetici. Cerchiamo di accelerare sulle Province per potere così iniziare a parlare del rilancio della Regione”.

Eppure la riforma procede abbastanza a rilento: dopo il terzo ko qualcuno parla addirittura di aspettare la legge nazionale.
“Sarebbe un errore aspettare ancora. Soprattutto perché non c’è bisogno di farlo. La legge in discussione è già aderente a quella proposta da Graziano Delrio, si tratta solo di trovare un’intesa su alcuni punti centrali, per esempio l’istituzione delle città metropolitane – una delle novità più qualificanti dell’intera legge – e il trasferimento delle competenze. Ma l verità è che su questa riforma si stanno scaricando pesanti tensioni che arrivano da dentro e fuori alla maggioranza, e che con la legge non hanno nulla a che vedere”.

Quelli che ha elencato sono ‘temi caldi’ sui quali all’Ars si è litigato molto. Sulla base di cosa si potrebbe trovare, adesso, questa mediazione?
“Basta pensare che le città metropolitane dovrebbero essere già in vigore: le ha istituite una legge del 1990. Adesso, finalmente, abbiamo la possibilità di adeguarci. Su molti punti si potrebbe trovare facilmente un compromesso con il Nuovo centrodestra”.

Sta dicendo che è favorevole alle larghe intese?
“Sono favorevole (e per questo faccio appello a Giuseppe Castiglione e ai deputati Ncd) a trovare un accordo su un tema importante come quello delle Province. Poi, però, si dovrà parlare di sviluppo per la Regione, e allora si vedrà. Ma prima di tutto bisognerebbe capire se il centrodestra di Alfano è interessato oppure no ad un modello di governo che ricalchi quello nazionale. Un aspetto che approfondiremo più in là”.

Domani intanto incontrerà i deputati del gruppo Pd a Palazzo dei Normanni: parlerete solo di Province?
“No, affatto. Sarà la prima riunione con i deputati da quando sono stato eletto segretario, e intanto voglio riferire dell’incontro di qualche giorno fa con il presidente Crocetta, e discutere con loro i contorni di questo nuovo patto di governo”.

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Ha detto più volte che il ‘toto-assessori’ non vi interessa. In cosa consisterebbe, allora, questo nuovo “patto”?
“I nomi non sono importanti ma è chiaro che noi del Pd faremo le nostre proposte. Non voglio dare le pagelle agli assessori in carica, e che il governo sia tecnico o politico, poi, per me è secondario: l’importante è che sia chiaro (anche per le altre forze della maggioranza) che non è una gara a chi ha più assessori in giunta. Ci sono state tensioni con l’Udc, ma stiamo lavorando – e sono ottimista – perché si risolvano. Tutti, però, dobbiamo essere d’accordo su alcuni punti fondamentali da riproporre ai cittadini per avere la loro fiducia. E tra questi, per me, il primo tema è quello dello sviluppo. In questi mesi si è parlato troppo di lotta agli sprechi, e va bene, ma adesso è arrivato il momento di affiancarvi proposte di rilancio economico. Penso ai fondi europei, ad una valorizzazione del ruolo dei sindaci delle piccole e grandi città siciliane. Dobbiamo chiederci: dove vogliamo essere tra quattro, cinque anni? E agire sulla base del nostro obiettivo”.

Tra poco dovrebbe essere pronta la cosiddetta ‘manovra-bis’. L’ha letta? Che ne pensa?
“Ho sentito solo qualche indiscrezione, alcune cose le ho apprese dalla stampa. Ma è chiaro che, dopo la bocciatura della finanziaria, ci saranno sacrifici pesanti. Noi del Pd siamo pronti a farcene carico, è ovvio, ma i tagli non possono essere fine a se stessi: ci vuole una nuova prospettiva”.

Parliamo della segreteria regionale. La squadra è pronta?
“Non ancora, ma accelereremo nei prossimi giorni e molto presto la presenteremo. Non voglio fare nomi, ma dico che sto pensando ad un gruppo dirigente che sia vicino ai cittadini, non figlio di logiche feudali che rispondono a dirigenti lontani dai nostri elettori. Dobbiamo dimostrare di essere all’altezza. Non voglio dare lezioni a nessuno, perciò l’unico modo che ho per fare la differenza è mettermi a lavorare e smettere di cercare di spiegare cosa voglio fare”.

Qualche idea sui primi provvedimenti da adottare?
“Sicuramente c’è da mettere mano ai bilanci del partito, e con l’abolizione del finanziamento pubblico non ci sono molte risorse, perciò lo dico già adesso: non avremo alcuna difficoltà a renderli pubblici”.

 

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25 Febbraio 2014, 20:20

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