CATANIA – “So quanto è importante la candidatura della rappresentanza di Sant’Agata come patrimonio immateriale Unesco. Senza nulla togliere agli altri luoghi della Sicilia e dell’Italia, ritengo che soltanto a Catania una simile candidatura possa essere posta all’attenzione dell’Unesco per ciò che rappresenta la patrona dal punto di vista storico per la città, per l’isola e per tutta la comunità del Mediterraneo, rispetto alla quale l’Unesco ha uno sguardo molto attento”.
Lo ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli a Catania, parlando con i giornalisti in occasione della presentazione della candidatura della Festa di Sant’Agata a patrimonio immateriale dell’umanità.
Giuli: “La figura di Agata va oltre la devozione”
“La figura di Agata – ha aggiunto il ministro – è quella di una santa che va al di là di quelli che sono i canoni della splendida devozione confessionale di questa città e che, proprio per l’importanza storica così risalente nel tempo e diffusa nel bacino del Mediterraneo, rappresenta una potenziale ottima candidatura agli occhi dell’Unesco”.

“Tutti i giorni un ministro della Cultura deve essere orgoglioso di fare proprio il proprio lavoro – ha concluso Giuli –: farlo a Catania, proponendo una candidatura di tale spessore, oggettivamente fa essere orgoglioso di rappresentare la cultura italiana”.
La visita alla mostra su Balla, Fontana e l’astrattismo
Nel corso della visita a Catania, il ministro ha commentato anche la mostra ospitata dalla Fondazione Puglisi Cosentino a Palazzo Valle, dedicata a “Balla, Fontana e l’astrattismo italiano”.
“Quella alla Fondazione Puglisi Cosentino a Palazzo Valle qui a Catania è una mostra molto importante. Dimostra e certifica come le grandi collezioni private potranno dialogare con la più importante collezione nazionale di arte moderna, che è la Gnamc di Roma”, ha dichiarato Giuli.
“Qui a Catania – ha aggiunto – è possibile far dialogare l’architettura della città con allestimenti molto interessanti, in cui collezioni permanenti, già molto importanti, possono coesistere in percorsi tematici in cui la grande storia dell’arte italiana, dell’astrattismo, trova un suo modulo espressivo speciale. Quindi una mostra molto ben riuscita”.
Trantino: “Una città dinamica”
“Credo che c’è un fil rouge che poi alla fine quanto sia vorticoso il percorso che stiamo compiendo. Una città antica che si caratterizzando per il barocco, ma che si apre al contemporaneo con le opere che abbiamo visto e con l’idea del museo contemporaneo che intendiamo di realizzare, ritorna stasera un po’ indietro a Sant’Agata a dimostrazione del dinamismo della nostra città e di quanto la stessa sia continuamente in fermento”. Lo ha detto il sindaco di Catania Enrico Trantino parlando con i giornalisti in occasione della presentazione della candidatura della Festa di Sant’Agata a patrimonio Unesco.
Leggi anche
“Evidentemente – ha aggiunto il primo cittadino – noi riusciamo a respirare il magnetismo e l’energia dell’Etna e la trasformiamo in azioni. Ed è questo ciò che poi mi fa piacere. Nei momenti in cui poi possiamo vantare la presenza del signor ministro per la cultura, questo rende tutto ancora più esaltante”.
“E’ chiaro che adesso il percorso – ha evidenziato Trantino – deve essere verificato, deve essere vagliato dai tecnici del ministero e non solo del ministero. Dopodiché, solitamente, la decisione viene assunta tra febbraio e marzo. Certo, se noi riuscissimo ad averla, ove fosse positiva in coincidenza delle nostre festività, è chiaro che sarebbe una di Sant’Agata, quella del 2027, il coronamento del nono centenario che abbiamo vissuto nel 2026″.




