Furto di rame finisce in tragedia: il cadavere di un uomo è stato trovato all’interno di una cabina elettrica alle porte di Pomezia. Come riporta “Il Messaggero”, a fare la scoperta sono stati alcuni tecnici intervenuti per ripristinare l’erogazione di energia elettrica a servizio di diversi uffici della zona.
All’apertura del vano, i lavoratori si sono trovati di fronte ad una scena raccapricciante: il corpo era rannicchiato, completamente carbonizzato e in avanzato stato di decomposizione.
L’ipotesi investigativa
Un odore acre ha investito uno dei tecnici che, dopo aver individuato il cadavere, ha accusato un malore. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Pomezia insieme al medico legale per i primi accertamenti.
Gli esami effettuati nelle ore successive hanno consentito di stabilire che la morte sarebbe avvenuta per folgorazione, verosimilmente causata da una potente scarica elettrica. L’ipotesi investigativa è che l’uomo abbia tranciato alcuni cavi con l’obiettivo di sottrarre rame.
Il ladro ha precedenti penali
Nonostante le condizioni del cadavere, non sono emersi segni di violenza. Al termine delle procedure, la salma è stata restituita ai familiari. La vittima, un italiano nato nel 1980, risultava avere precedenti per furto e reati contro il patrimonio.
Secondo una prima ricostruzione, il corpo si trovava nella cabina almeno da domenica 8 febbraio. Gli investigatori ritengono che l’uomo possa aver agito durante il fine settimana, probabilmente con l’aiuto di uno o più complici, scegliendo l’impianto elettrico come obiettivo per trafugare metallo da rivendere.
Furto di rame a Pomezia, le indagini
I cavi recisi e il materiale mancante confermerebbero che parte del rame sia stata effettivamente asportata. Non si esclude che chi fosse con lui si sia dato alla fuga dopo l’incidente. Le operazioni di identificazione si sono rivelate complesse a causa delle condizioni del corpo e dei documenti, in parte bruciati, rinvenuti addosso alla vittima.
L’assenza di telecamere puntate direttamente sulla cabina complica il lavoro degli investigatori, anche se nelle vicinanze sono stati sequestrati alcuni oggetti ora al vaglio degli accertamenti tecnici di laboratorio.
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