Gela, incendio doloso al "Le Palme" | Distrutti bar e ristorante

Gela, incendio doloso al “Le Palme” | Distrutti bar e ristorante

La struttura colpita dall'incendio (foto Cassisi)

Un vasto incendio si è sviluppato alle prime luci dell’alba di oggi presso il ristorante dello stabilimento balneare, nel quartiere residenziale di Macchitella, a Gela, nei pressi della clinica Santa Barbara.

Nel quartiere Macchitella
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GELA (CALTANISSETTA) – La criminalità alza il tiro a Gela. Ad una settimana esatta di distanza dall’incendio dell’officina dei fratelli Amarù, si registra il secondo attentato incendiario ai danni di attività commerciale. Questa mattina, poco dopo le sei, ignoti malviventi si sono introdotti all’interno dello stabilimento balneare “Le palme” di Macchitella ed hanno appiccato il fuoco. Dopo aver cosparso di benzina la parte commerciale della struttura hanno scatenato l’inferno. Divorati dal fuoco il bar, l’area ristorante, le cucine, il parco giochi e vari gazebo. Tutto ridotto a cenere. Non è rimasto nulla. Il titolare del lido, che si trova a pochi passi dalla clinica Santa Barbara, è Emanuele Fraglica, 46 anni. L’imprenditore, noto in città perché gestisce una catena di attività legate alla ristorazione ed alla gastronomia, non sa dare una spiegazione su quanto è accaduto. Amareggiato e deluso, non riesce a spiegarsi chi possa avercela con lui.

“Andiamo avanti – ha detto – come abbiamo sempre fatto, anche quando bruciarono in passato le mie auto ed altre attività commerciali che gestivo in passato. Ricostruiremo tutto, andremo avanti insieme con i 30 dipendenti che lavorano al lido. Confido nel lavoro degli inquirenti, voglio sapere chi ha distrutto la mia attività commerciale”. Fraglica sostiene che “il danno prodotto è superiore ai 500 mila euro”. Sulla struttura non c’è copertura assicurativa. L’episodio si è registrato alle prime luci dell’alba. Nel giro di pochi minuti tutto è andato in fumo. Salva solo la zona est dove c’è la piscina che continuerà ad essere fruibile al pubblico. Vietato però l’accesso a mare dall’interno dello stabilimento. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Scientifica del Commissariato di Gela. La Polizia, titolare delle indagini, ha sequestrato soltanto la parte dello stabilimento distrutta. Adesso gli investigatori stanno vagliando le immagini del sistema di videosorveglianza collocate all’esterno e all’interno della struttura. Proprio le registrazioni potrebbe dare un nome ed un volto agli autori del rogo.


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