PALERMO – “Colpi di pistola? Quando? Non li ho sentiti “, dice un uomo in via Pietro dell’Aquila. A poche decine di metri dalla statua di padre Pio un altro residente nella strada del rione Cep si limita ad un laconico “boh”, che si presta ad una duplice interpretazione: può svelare un sincero “non so nulla” oppure è un modo per tagliare corto e stroncare sul nascere ulteriori domande.
Il dubbio resta ed è lo stesso che devono chiarire i poliziotti della squadra mobile che stanno indagando sull’arrivo simultaneo di tre feriti a colpi di pistola in altrettanti ospedali palermitani.
Si indaga sul possibile collegamento con una lite o una rissa che sarebbe stata segnalata poco prima in via Pietro dell’Aquila. È davvero il luogo dove sono stati esplosi i colpi di arma da fuoco?
Finora non sono stati trovati riscontri. Niente bossoli sull’asfalto, circostanza che potrebbe essere giustificata dall’uso di revolver, e niente sangue.
All’Ingrassia e al Cervello sono ricoverati Saverio e Giovanni Zinna, zio e nipote, raggiunti da più colpi. Vivono al Cep e in ospedale sono arrivati autonomamente.
Quando le loro condizioni sanitarie lo consentiranno saranno sentiti dagli investigatori, ma nell’immediatezza dei fatti non sono arrivati input utili per chiarire la situazione.
Il terzo ferito, invece, è stato soccorso dai sanitari del Policlinico dove è arrivato accompagnato in macchina dalla moglie.
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Avrebbe raccontato di essere stato colpito da un proiettile vagante mentre si trovava in bicicletta ma nella zona di Bonagia, dalla parte opposta della città rispetto al Cep, vicino ad un’attività commerciale.
Sta dicendo la verità oppure è un tentativo di sviare le indagini? Di certo finora i poliziotti non hanno trovato tracce al Cep. Come è certo che per l’ennesima volta c’è chi ricorre al piombo per fare valere le proprie ragioni in una città dove è facile armarsi.




