Grinta, estro e un sinistro fatato |Diamanti, il top player rosanero

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24 Agosto 2016, 20:00

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PALERMO – Alzi la mano chi sentendo il nome di Alessandro Diamanti accostato al Palermo non ha immediatamente pensato ad un pallone che si insacca in gol su calcio di punizione. Eppure il 33enne originario di Prato, e a breve nuovo calciatore rosanero, nella sua fino ad ora lunga carriera non ha segnato solo su calcio da fermo anche se in ogni sua esperienza, e con il sinistro vellutato ma allo stesso tempo potente che si ritrova, lo ha portato come un marchio di fabbrica. Per ‘Alino’, soprannome che Diamanti si porta dalle sue prime stagioni proprio con la maglia della sua città, infatti un’altra prerogativa è quella di non star mai fermo nello stesso posto, così come del resto fa in campo facendo ammattire l’avversario di turno.

In sedici anni di carriera Diamanti ha infatti cambiato ben tredici volte maglia, tranne la parentesi triennale al Bologna dove indossò la fascia da capitano e disputò le sue migliori stagioni in serie A. Eppure fino al 2008 il talento toscano era rimasto nell’ombra delle serie minori con continui prestiti dalla squadra della sua città, il Prato, con la prima vera esperienza nella massima serie che arrivò grazie al Livorno del presidente Spinelli e al consiglio dell’ex difensore dell’Inter Galante. Da lì Alino ai conquistò partita dopo partita il cuore dei livornesi che appena due stagioni dopo lo videro volare verso l’Inghilterra, direzione West Ham per una vagonata di milioni.

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Poi il ritorno in Italia con il Brescia, con le rondinelle retrocesse in B con Iachini in panchina, e appunto il Bologna in cui divenne leader in campo. L’esperienza in Cina con Marcello Lippi e Alberto Gilardino, che guarda caso lo scorso anno fu acquistato dai rosanero proprio a campionato iniziato dal Guangzhou Evergrande, e le non esaltanti parentesi con Watford, Fiorentina e Atalanta in prestito. In mezzo le convocazioni nella nazionale azzurra e un secondo posto ad Euro 2012 e un terzo alla Confederations Cup del 2013. Adesso dunque per il fantasista l’occasione di rilanciarsi da titolare in una squadra che ha fame delle sue giocate e perché no anche delle sue velenose punizioni.

L’arrivo di Diamanti non rappresenta infatti solo l’acquisto di un elemento dal sicuro rendimento ma permetterà al tecnico Ballardini di schierare la propria squadra con moduli molto diversi da quelli utilizzati attualmente. Essendo oltre che un trequartista anche un’ala destra Diamanti può giocare indistintamente nel 3-4-3 visti fino ad ora sia dietro le due punte concedendo al tecnico ravennate di schierarsi con il 3-4-1-2 o nel caso di una classica difesa a quattro, e l’inserimento di un play come Bruno Henrique, anche con il 4-2-3-1 e il 4-3-3 con Diamanti più arrestato a fungere dal Vazquez della scorsa stagione.

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24 Agosto 2016, 20:00

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