PALERMO – È stato un attimo ed è scoppiato il caos questa mattina alla scuola Bonanno di via Pitrè a Palermo: una scrutinatrice si è sentita male ed è arrivata addirittura la Digos per dare l’autorizzazione a farla tornare a casa. Un caso esemplare di una situazione che si sta presentando identica in molte scuole di Palermo: seggi ancora impegnati per le operazioni di scrutinio dopo la chiusura alle 23 di ieri.
Il padre della scrutinatrice che ha avuto il malore è andato a prendere la figlia e quando gli hanno detto che la ragazza non poteva uscire è andato in escandescenze: “Questi ragazzi sono chiusi qui dentro da trenta ore circa – ha sbottato il genitore preoccupato, nonché agente della Polizia municipale di Palermo. – Noi in servizio possiamo fare al massimo sette ore consecutive, questi ragazzi sono qui da ieri mattina. È inaccettabile”. Gli agenti della Guardia di finanza presenti nella scuola hanno cercato di calmare l’uomo che alla fine ha preteso che si chiamasse la Digos. Il verdetto: “Il presidente di seggio – ha spiegato la divisione operazioni speciali – dopo aver chiamato un sostituto può congedare la scrutinatrice”. La ragazza, quindi, è tornata a casa, lasciando ancora nella scuola gli addetti degli altri sei seggi aperti nell’istituto.
Presidenti, segretari e scrutinatori che hanno lavorato ininterrottamente dalle 5 di ieri mattina: “Non ci hanno convocato il sabato pomeriggio come avveniva gli anni passati – ha raccontato Stella Paternó, presidente di uno dei seggi della Bonanno – e abbiamo dovuto preparare tutta la documentazione domenica mattina all’alba. Non ci siamo fermati un attimo da ieri e anche se, in linea teorica, avremmo finito tutte le operazioni burocratiche, dobbiamo attendere il messo comunale che venga a registrare i risultati. Insomma, ancora non posso congedare nessuno”.
Facce tesissime fra i componenti dei seggi, in tanti vogliono andare via e tornare a casa, ma a quanto pare circa trenta ore di lavoro ininterrotto non sono ancora sufficienti. “La parte difficile non è stato compilare le scartoffie – ha detto Matteo Cocchiara, un giovane scrutinatore – ma lo spoglio vero e proprio. L’ostruzionismo di tutti i rappresentanti di lista è stato estenuante. Stanotte abbiamo dovuto sopportare discussioni interminabili per voti davvero inammissibili. Insomma abbiamo perso davvero tanto tempo in polemiche inutili. È stata un’esperienza terribile che non farò mai più – ha concluso lo scrutinatore. – Tutto il meccanismo è sbagliato e alla fine guadagniamo solo poco più di cento euro”.

