Il gelato artigianale di Belpasso| conquista l’America

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18 Agosto 2015, 17:58

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BELPASSO. Il gelato artigianale siciliano preparato con latte fresco di produzione locale, pistacchi, nocciole e agrumi nostrani ha conquistato persino i palati dei potenti manager americani. La holding ‘Firma’, società completamente statunitense con sede a Las vegas, ha di recente rilevato gli stabilimenti di Belpasso e Alcamo mediante un investimento pari a diversi milioni di euro. Sarà la Sicilian Sun Food srl, divisione societaria della citata holding, in particolare a gestire tutte le produzioni e le attività a Belpasso. I colossi della grande distribuzione non hanno perso tempo: la Kroeger, plurimiliardaria catena di distribuzione americana, ha subito fiutato l’affare acquistando 2 milioni e mezzo di vaschette di gelato, nei gusti di pistacchio, nocciola, stracciatella, cioccolato, limone e cappuccino, pronte per essere rivendute nei negozi degli States. Un’operazione commerciale che si aggira intorno ai 30 milioni di euro. Insomma, ‘So far, so good’ (fin qui, tutto bene), giusto per dirla all’inglese. L’annuncio era già arrivato qualche giorno fa, attraverso anche il sindaco di Belpasso, Carlo Caputo, il quale aveva espresso tutta la sua soddisfazione.

A raccontarci tutti i dettagli degli accordi finanziari e i piani futuri della Holding è Fabio Marenghi, project manager della Sicilian Sun Corporation. “L’operazione – afferma – è interamente compiuta da parte dalla holding americana chiamata “Firma”, specializzata i varie attività di business, fra cui quello alimentare. Puntano molto sull’esportazione del Made in Italy negli States. La società, tramite questa divisione operante in Italia, la Sicilian Sun appunto, ha effettuato questi importanti investimenti che riguardano gli stabilimenti di Alcamo, Trapani e Belpasso”. Gli stabilimenti prima dell’acquisizione da parte della holding americana appartenevano a società italiane. A Belpasso sono circa una decina di dipendenti a preparare attraverso un alto sistema meccanizzato di produzione il cremoso gelato artigianale con ingredienti di origine rigorosamente locale. Negli stati Uniti verrà venduto a marca Kroeger e si chiamerà proprio gelato, dunque alimento ben diverso dal tradizionale ice-cream americano che non contiene latte e panna fresca, ma solo ghiaccio tritato.

“L’utilizzo di ingredienti – prosegue Marenghi – freschi, come il latte (prodotto da un’azienda casearia siciliana), la panna fresca, prodotti locali, come il pistacchio di Bronte, le mandorle di Avola, i limoni degli agrumeti di Sicilia, rappresentano il fiore all’occhiello della nostra produzione, cosa che è molto piaciuta ai clienti americani. Per esempio il gelato al limone, non è un sorbetto ma è un vero è proprio gelato in cui c’è la panna e il latte, il cui sapore è inconfondibile e si percepisce subito al palato”. Un particolare, quest’ultimo, non da poco, che ha invitato a ‘nozze’ gli americani. Nel mese di giugno l’esecutivo della Kroger, composto dal vicepresidente Gil Phipps e Brad Studer, inoltre, ha personalmente fatto tappa in Sicilia per portare a termine la sua missione economica, soggiornando 4 giorni tra Catania e Taormina, con tanto di troupe televisiva al seguito, per lanciare il gelato made in Sicily attraverso uno spot che mostra il delizioso prodotto nell’affascinante contesto isolano. “La Kroeger – aggiunge Marenghi – è una grande catena distributiva americana, una società che fattura qualcosa come 98 miliardi di dollari con oltre 4ooo mila punti vendita negli Stati Uniti, al pari di Walmart Stores. Sono stato nell’Ohio a Cicinnati, dove hanno la loro sede. Hanno sin da subito espresso l’interesse ad acquistare intanto i primi sei gusti, ma l’intenzione è di estendere in futuro il loro business per altri prodotti dell’agroalimentare”.

Lo stabilimento

“In questo momento, in America, – ha evidenziato invece David Barefoot, presidente di Sicilian Sun – le vendite del gelato sono le uniche in crescita ci sono ditte che hanno iniziato cinque anni fa a produrre ice cream partendo da un fatturato di 1 milione di dollari all’anno e che oggi sono passati a 5 milioni di fatturato. Il gelato che si produce a Belpasso però è di gran lunga migliore perché artigianale. Abbiamo organizzato un focus con 120 persone bendate che hanno degustato sei tipologie di gelato: dall’americano all’argentino, all’italiano e il 99% di loro ha scelto quest’ultimo”.

E la prima fornitura di gelato è già arrivata negli Stati Uniti. “Siamo già riusciti – fa presente Marenghi – ad esportare diversi container giunti già a destinazione. Il lancio in America avverrà proprio nei prossimi giorni, per adesso stiamo rifornendo i magazzini frigorifero per poter realizzare il lancio. La promozione sarà diffusa dalla stessa Kroeger. Noi per contratto stiamo producendo per la marca privata di Kroeger il prodotto a cui è stato assegnato la marca privata di alta gamma, che comunque continuerà a mantenere in evidenza nell’etichetta la denominazione e la provenienza italiana”.

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Ma secondo il project manager della Sicilian Sun, il Made in Italy sarebbe in realtà un’opportunità non colta appieno a discapito di un potenziale rimasto ancora inespresso. “Il ‘brand’ made in Italy – spiega – è una carta che forse non sappiamo giocare davvero. In America, ma in generale all’estero, il ‘made in Italy’ va invece fortissimo. Ecco perché puntiamo molto sul patrimonio agroalimentare siciliano. In Sicilia si presenta una serie di condizioni uniche nel suo genere, sia per quanto riguarda le materie prime e sia per quanto concerne le ricette che all’estero piacciono moltissimo. E all’estero si registra un riscontro significativo. C’è una domanda molto alta di prodotti di qualità realizzati con ingredienti naturali dal sapore unico ed introvabili, che parlino di eccellenza. Sono – precisa – particolarmente ricercati”.

La valorizzazione della genuinità del gelato siciliano, dunque, prodotto interamente con ingredienti freschi e naturali, sarà l’asso nella manica della holding e su cui si concentreranno le strategie di marketing. “Abbiamo un discorso – dice – ben riportato su diverse parti delle etichette: chiaramente diventa un’operazione di marketing in cordata con Kroeger, che fa molto leva sulla bontà del prodotto e sulla sua provenienza, siciliana appunto. Sicuramente l’Expo ci sta dando una grossa mano, è un traino incredibile”.

Gil Phipps

Checché se ne dica, dunque, l’Expo starebbe funzionando, catalizzando l’attenzione di grossi manager provenienti da tutto il mondo. “Il cibo è vita – ha dichiarato durante la sua visita in Sicilia, il vicepresidente della Kroger Gil Phipps – siamo interessati ai cibi genuini, ai prodotti freschi e artigianali, per questo motivo abbiamo investito in Sicilia dove pensiamo ci siano queste potenzialità. Siamo partiti dal gelato ma siamo interessati anche ad altri prodotti come pane, pasta e salse. In tutta America, c’è una ricerca delle cose autentiche, che saranno il futuro del mondo”

Ma la Sicilian Sun, non si fermerà alla produzione di gelato. “L’obiettivo – aggiunge infine Fabio Marenghi –è certamente quello di crescere e produrre altri prodotti. Il nostro piano è quello di ampliare la produzione anche ad altri settori dell’agroalimentare mediante nuovi investimenti che prevedranno magari oltre alle vaschette di gelato, anche il biscotto, il cono e lo stecco. L’interesse della Kroger, inoltre, è orientato verso la gastronomia italiana di qualità: primi piatti pronti, finger food, salse, contorni, snack, che grazie a particolari accorgimenti, anche se surgelati, non perdono la freschezza e il gusto”.

La Firma holding, infine, operante anche in Messico nel settore delle tecnologie innovative, avrebbe individuato la zona di Belpasso come una possibile area per il packaging con un duplice scopo: da un lato l’importazione dei prodotti tropicali dal Messico e dall’altro l’esportazione del made in Italy.

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18 Agosto 2015, 17:58

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