Il giorno di Falcone LA DIRETTA | "La paura non ha prevalso"

Il giorno di Falcone LA DIRETTA | “La paura non ha prevalso”

La commemorazione per la strage di Capaci. Aggiornamenti.

il 23 maggio
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5 min di lettura

La diretta delle manifestazioni per il 23 maggio a Palermo

“La scelta della vigilia dell’anniversario della strage di Capaci per l’eliminazione di un boss se non è voluta è comunque una profanazione della memoria”. Lo ha detto la presidente della commissione antimafia Rosy Bindi a Palermo per ricordare Giovanni Falcone nel 25/o anniversario della strage di Capaci. “Dobbiamo capire – ha aggiunto – che la mafia non è più quella di 25 anni fa, che è stata sconfitta, ma esiste ancora e va combattuta. Dobbiamo ‘precederla’ come ci ha insegnato Falcone”.

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“La parabola esistenziale di Giovanni Falcone non può essere ridotta alla mafia sanguinaria dei corleonesi, egli subì numerose delegittimazioni proprio da quelle istituzioni cui egli stesso apparteneva”. Lo dice il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, a margine delle celebrazioni dell’anniversario della strage di Capaci nell’aula bunkker dell’Ucciardone a Palermo.

“Il Csm di una volta, come posso testimoniare, inflisse tante amarezza a Giovanni Falcone, ero vicino a lui in qui drammatici momenti. Non venne a riconosciuto a Falcone il suo più grande merito, quello di costruire il maxi processo che sancì la fine di Cosa nostra e spinse questa feroce organizzazione criminale a decretare la sua morte e quella di Paolo Borsellino”. Così il procuratore generale di Caltanissetta, Sergio Lari, a margine della commemorazione per la strage di Capaci, in corso nell’aula bunker dell’Ucciardome a Palermo.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è appena arrivato nell’aula bunker di Palermo, dove sono in corso le celebrazioni il 25/esimo anniversario della strage di Capaci. Ad attendere il capo dello Stato, sul lato sinistro del piazzale antistante l’aula bunker, ci sono centinaia di bambini con bandierine tricolore e cartelloni con “le parole della legalità”, striscioni con scritto “keep calm and follow the law”, mentre sul lato destro ci sono il vicepresidente della Regione siciliana Mariella Lo Bello, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è entrato nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci. I presenti si sono alzati in piedi e lo hanno applaudito. Subito dopo i bambini hanno cantato l’inno di Mameli.

“I voti della mafia puzzano. Un partito politico non può presentare determinate persone né accettare il voto di scambio, perché questo peserà per cinque anni su tutta la popolazione ed è esattamente quello che la mafia vuole”. Lo ha detto Rosy Bindi, presidente della Commissione Antimafia, nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, per le celebrazioni della strage di Capaci.

“Eppure il ricordo di quei giorni lontani di Palermo, così drammatici, così cupi e così segnati da tanta violenza e tanto dolore, permane pienamente vivido, in Italia e nel mondo. E provoca, tuttora, orrore e coinvolgimento, non soltanto in chi li subì personalmente o in chi li visse da vicino”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci.

“Con l’assassinio di Falcone e quello di Borsellino, già allora considerati da tanti – non soltanto in Italia – simbolo e riferimento nella lotta a Cosa nostra, sembrava che, insieme al dolore, prevalesse lo scoramento. Che il sacrificio di tante persone, cadute nella lunga lotta alla mafia, si rivelasse inutile. Che la mafia, piegata e sconfitta nel Maxiprocesso, si fosse rialzata, prendendosi la rivincita e, con essa, il suo perverso potere. Ma la paura e la sfiducia non hanno avuto la prevalenza. La società civile, a partire da quella siciliana, ha acquisito, da quei giorni, una consapevolezza e una capacità di reazione crescenti; e destinate a consolidarsi nel tempo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci.

“Sono passati venticinque anni dalla strage di Capaci e, tra poche settimane, ricorreranno da quella di Via D’Amelio. Venticinque anni sono tanti. Un’intera generazione di giovani e di ragazzi italiani è nata, e cresciuta, dopo quei crimini efferati. Il nostro Paese, il mondo, le condizioni di vita sono profondamente cambiati da quel 1992. I mutamenti politici, sociali, di vita quotidiana, prodotti dalla rivoluzione tecnologica e dalle applicazioni del progresso scientifico, sono così incalzanti da rendere, rapidamente, obsoleti avvenimenti e condizioni del passato. Nell’arco di un decennio, guardando indietro, si ha l’impressione di trovarsi in un’altra epoca”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci.

“Il Maxiprocesso, condotto magistralmente, sulla base delle intuizioni e del lavoro di Giovanni Falcone, ha costituito una svolta radicale nella guerra dello Stato contro Cosa Nostra”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci.

“Falcone, come Borsellino, come tanti altri servitori delle istituzioni, caduti in Sicilia o altrove, erano straordinari nel loro impegno ma si sentivano – ed erano – persone normali. Le doti di tenacia, di coraggio, di intuizione, di intelligenza, di rigore morale erano presenti in loro in grande misura. Ma i loro sono stati comportamenti che ogni persona – ciascuno di noi – può esprimere, compiendo scelte chiare e coerenti. Quegli uomini, oggi, costituiscono punti di riferimento. Ma devono essere, soprattutto, esempi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci, rivolgendosi ai ragazzi.

 “Falcone – che prevedeva che, prima o poi, avrebbero tentato di ucciderlo – ebbe a dire com’è noto: ‘Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali, e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini’. Un richiamo per tutti, soprattutto per chi assume responsabilità istituzionali. Mi rivolgo particolarmente a voi, ragazzi. Oggi, e per il futuro, le idee, la tensione morale di Giovanni Falcone, di Francesca Morvillo, di Paolo Borsellino, camminano anche sulle vostre gambe: sulle vostre idee, sui vostri comportamenti. Vi auguro di esserne, come oggi, sempre consapevoli!”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nell’aula bunker a Palermo dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci, rivolgendosi ai ragazzi.

Dopo aver parlato davanti alla platea il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lasciato l’aula bunker, a Palermo, dove si celebra il 25simo anniversario della strage di Capaci.

(ANSA)

 

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