“Mio fratello lasciato solo da tutti” | Il dolore della sorella di Aldo

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14 Febbraio 2015, 17:07

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PALERMO – “Sei stato un angelo nella vita di chiunque ti abbia conosciuto, vorrei esserci io al tuo posto”. Sono le parole della sorella di Aldo Naro, il ragazzo di 25 anni morto stamattina all’alba in seguito a quella che sarebbe stata una rissa. Calci, pugni, colpi di bottiglia alla testa: una prima ricostruzione di quello che sarebbe successo descrive uno scenario di violenza pura.

E chi conosceva il giovane di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, è sotto choc, chiede verità sulla vicenda che ha sconvolto tutto il paese, gli amici ed i compagni di studio palermitani del ragazzo, da sette mesi laureato in Medicina e Chirurgia. La sorella minore di Aldo si sfoga su Facebook con parole di rabbia e dolore: “Hanno preso a pedate e a bottigliate in testa il mio fratellino e l’hanno lasciato tutti solo. Riposa in pace amore mio”.

I familiari e la giovane sono stati avvisati all’alba di quello che è successo e si sono immediatamente recati a Palermo, attendono adesso gli esiti dell’autopsia che sarà effettuata nelle prossime ore e, in lacrime, piangono un figlio finito nel mirino di qualcuno che ancora non ha un nome e cognome. “Chi è stato deve pagare – scrive Mario Giglio sotto una fotografia del giovane Aldo su fb -. Chi ha spezzato questa vita deve sapere che ha rovinato l’esistenza di una famiglia intera”.

I carabinieri della stazione di San Filippo Neri stanno cercando di ricostruire con precisione quello che stanotte è successo. In caserma sono stati convocati una ventina di ragazzi ed ascoltati anche i titolari del noto locale palermitano. “Tutti coloro che hanno conosciuto Aldo – prosegue un’amica – non possono che parlarne bene. Un ragazzo che amava studiare, che un giorno avrebbe aiutato il prossimo. Che dispiacere, che dolore indescrivibile”.

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Aldo viene descritto come un ragazzo responsabile, che amava andare in giro per locali e stare con gli amici. Un universitario come tanti altri, senza grilli per la testa e con le idee ben chiare. Qualcuno ha spento i suoi sogni, spezzato le sue speranze. E chi gli voleva bene chiede giustizia. “Un branco di violenti – scrive sul social network Marcello – persone che hanno fatto ammalare questa città, sempre più invivibile”. Rabbia e lacrime, voglia di certezze e tanti dubbi. Troppi. Chi può avere agito con una furia tale da uccidere un ragazzo come Aldo? Quella di ieri sera era soltanto una festa in maschera, lui e i suoi amici volevano festeggiare il Carnevale e poi tornare a casa. L’ultimo viaggio di Aldo è invece avvenuto a bordo di un’ambulanza, mentre il sangue delle ferite gli copriva il volto.

A caccia dell’aggressore

L’aggressore di Aldo Naro avrebbe le ore contate. I carabinieri in base al racconto di alcuni testimoni avrebbero individuato il giovane con il quale sarebbe nata la lite che ha provocato la morte del ragazzo. L’aggressione del giovane laureato in Medicina è avvenuta all’interno di un privée della discoteca. Naro era insieme alla fidanzata e agli amici. Uno dei titolari del Goa, Marcello Barbaro, sentito dai carabinieri ha detto che sarebbe nata una rissa per un cappellino scomparso. Nel corso della serata un ragazzo si sarebbe avvicinato ad Aldo Naro e gli avrebbe fatto sparire il cappellino. Prima qualche spinta poi pugni e calci. Naro è caduto e sarebbe stato colpito alla nuca da un calcio.

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14 Febbraio 2015, 17:07

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