PALERMO – “E’ un sistema che viene adottato, l’antimafia di facciata dietro la quale si nasconde poi la commissione di reati di notevole entità. Anche l’imprenditore Vincenzo Artale ha subito danneggiamenti e li ha denunciati. Risulta essere una vittima della mafia ma al contempo, questa ormai la contraddizione di Cosa nostra, era colluso e si giovava delle intimidazioni della mafia per ottenere commesse e lavori”. Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Teresa Principato, nel corso della conferenza stampa sull’arresto di cinque persone tra cui Vincenzo Artale, imprenditore antiracket di Alcamo accusato di avere avuto favori da Cosa nostra. “Quest’anno – ha aggiunto – abbiamo assistito a delle situazioni sorprendenti, come il fatto di apparire intoccabili e, anzi, come dire, benefattori della società civile, e dall’altro di comportarsi esattamente come mafiosi”.
L’Associazione Antiracket e Antiusura Trapani, “nel manifestare ampio apprezzamento per l’importante operazione dei Carabinieri che ha individuato una organizzazione – attiva fra Alcamo e Castellammare del Golfo – dedita all’alterazione della libera concorrenza attraverso l’imposizione, con il metodo mafioso, di forniture monopolistiche in danno di operatori economici”, esprime, “altresì, ferma ed incondizionata condanna nei confronti di quanti utilizzano le Associazioni Antiracket per occultare i propri affari illeciti e le perduranti connivenze con la organizzazione mafiosa”. “Antiracket Trapani – sottolinea il presidente, Vincenzo Guidotto – auspicando una sempre maggiore presa di coscienza da parte delle vittime e dell’intera società civile sulla pericolosità che il fenomeno mafioso continua a presentare per la società, l’economia e la democrazia, rinnova ancora una volta l’invito a denunciare ogni atto di illecita imposizione e conferma la disponibilità dell’Associazione ad assicurare consulenza ed assistenza legale, gratuitamente, alle vittime delle estorsioni ed a quanti intendano reagire allo stato di sottomissione nel quale sono ancora assoggettati”.
“Grazie ai carabinieri della Compagnia di Alcamo e del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani è stato possibile mettere a segno un altro colpo contro la criminalità organizzata. Ancora una volta magistratura e forze dell’ordine danno un segnale di speranza: è possibile continuare la lotta contro ogni forma di malaffare”. Lo afferma il presidente di Confindustria Trapani, Gregory Bongiorno, commentando l’operazione che oggi ha portato all’arresto del capo famiglia mafiosa di Castellamare del Golfo e di altri quattro affiliati. “Il fatto che tra gli arrestati – continua Bongiorno – ci sia anche un imprenditore iscritto all’associazione antiracket di Alcamo fa capire quanto sia importante non abbassare mai il livello di guardia. Vicende come questa rischiano, infatti, di vanificare il lavoro fatto in tanti anni e dare forza a quanti cercano di confondere le acque. Conforta il fatto che al risultato di oggi si sia pervenuti grazie alle denunce di altri imprenditori. Questa è l’unica strada da perseguire, questo l’atteggiamento che dobbiamo continuare ad incoraggiare”

