PALERMO – Il Tribunale del Riesame annulla il sequestro di beni disposto dal giudice per le indagini preliminari. Restituiti 175 mila euro a Salvatore Seminara, ex commissario straordinario dell’Istituto zooprofilattico, Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile.
L’inchiesta è quella della Procura europea che ipotizza il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Le indagini della finanza, sfociate il 5 giugno scorso nel sequestro ora annullato, hanno riguardato la gestione dei finanziamenti messi a disposizione dalla Regione siciliana e da un’organizzazione internazionale per la tutela della sanità pubblica veterinaria.
L’ipotesi è che “gli indagati nel periodo 2022-2025 avrebbero indebitamente ottenuto, anche tramite artifizi e raggiri, risorse pubbliche successivamente riutilizzate discrezionalmente per l’aumento di compensi nonché per l’affidamento di incarichi e consulenze per attività, in precedenza, svolte in house”.
In particolare la vicenda ruota attorno a “Stor Remesa-Rete Mediterranea per la Salute Animale“, un laboratorio avviato all’interno dell’istituto Zooprofilattico. Nello staff figurano Maria Daniela Costantino e Gioacchino Basile.
Secondo l’accusa, Seminara avrebbe fatto accreditare sul conto corrente del comitato appositamente creato (che aveva lo stesso nome di un originario comitato pubblico) denaro poi speso per finalità indebite.
Non si conosce ancora la motivazione con cui il Tribunale ha accolto il ricorso degli avvocati Michele Giovinco per Seminara e Aldo Caruso per Costantino e Basile.
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L’avvocato Giovinco ha contestato che “l’intero provvedimento di sequestro, nonostante la legge disponga l’accertamento circa la sussistenza del fumus commissi delicti, attraverso la verifica di fatti, non si occupa affatto di verificare se in realtà il Seminara abbia agito in costanza di un uso distorto della sua funzione, così realizzando una violazione che travolge l’intero provvedimento adottato”.
In particolare, la difesa ritiene smentita l’ipotesi che fu creato un comitato ad hoc che si sostituì a quello pubblico per intercettare le risorse. Si sarebbe trattato di un progetto e non di un nuovo soggetto giuridico.




