+++Inchiesta sui crediti taroccati+++ Paladino torna in carcere

Inchiesta sui crediti taroccati| Paladino torna in carcere

Il nucleo di magistrati specializzati sui reati economici, coordinato dal Pm Fabio Regolo, ha valutato le dichiarazioni di numerosi imprenditori.
GUARDIA DI FINANZA
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CATANIA – Antonio Paladino, commercialista e presidente della Confimed Italia e Gaetano Sanfilippo, suo braccio destro, sono stati arrestati e condotti in carcere dalla Guardia di Finanza.

L’indagine

La Procura guidata da Carmelo Zuccaro ha continuato, dopo l’esecuzione della prima parte dell’operazione Fake credits, a indagare sul sistema di gestione dei crediti tributari che sarebbero stati ceduti a imprese e professionisti per frodare il fisco. Il nucleo di magistrati specializzati sui reati economici, coordinato dal Pm Fabio Regolo, ha valutato le dichiarazioni di numerosi imprenditori che, inizialmente, era finiti sotto la lente degli inquirenti.

Le novità

Gli inquirenti hanno ottenuto dal Gip una nuova ordinanza a carico di Paladino e Sanfilippo, “per entrambi – scrive la Procura – si tratta dell’aggravamento della misura cautelare degli arresti domiciliari che era stata concessa – a seguito dell’iniziale misura restrittiva in carcere – in considerazione della presunta volontà di collaborare alle indagini e alle dichiarazioni rese dai due professionisti al Pubblico ministero in sede di interrogatorio”.

I riscontri

“Le successive attività di riscontro – continua la Procura – hanno permesso però di evidenziare la falsità delle dichiarazioni rilasciate da Paladino e Sanfilippo: dichiarazioni volte, da un lato, ad alleggerire la propria posizione e, dall’altro, ad addossare la responsabilità delle operazioni fiscali fraudolente ad altri soggetti, allo stato estranei ai fatti”.

La richiesta

Su queste basi il Pm Fabio Regolo ha chiesto l’applicazione della custodia cautelare in carcere “al fine di evitare che i due indagati possano inquinare il quadro probatorio”.

Quindici giorni fa, la Procura aveva ottenuto misure cautelari nei confronti di 30 persone, “l’attività investigativa – sottolinea la Procura – ha già avuto un’importante conferma della solidità dell’impianto accusatorio da parte del Tribunale del Riesame, che, a fronte della richiesta di liberazione da parte di due indagati, ha invece confermato le misure restrittive”.

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