A20, l'ispettore del Mit: "Barriere non sicure"

Ispettore Mit, A20: “Barriere non sicure, in alcuni tratti limite a 60 km/h”

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In alcuni punti sarà stabilito un distanziamento minimo di 200 metri
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PALERMO – Si è concluso il sopralluogo del dirigente ispettore del Ministero dei Trasporti Placido Migliorino sull’autostrada A20 Messina-Palermo.

Le barriere di sicurezza sono il capitolo più delicato: non sono sicure, specie per i mezzi pesanti, e scatteranno a breve le limitazioni in alcuni tratti dell’autostrada.

“Ci vorrà una riformulazione delle corsie”

“Inizialmente – ha detto Migliorino – ci vorrà una riformulazione delle corsie, avremo un’interdizione all’uso della corsia di emergenza con solo due corsie centrali limitate da bande rumorose sia in corrispondenza del margine sinistro sia in corrispondenza del margine destro con limiti di velocità di 90 km/h per i mezzi leggeri di 60 km/h per i mezzi pesanti. Inoltre distanziamento di 200 metri dai mezzi l’uno dall’altro e divieto di sorpasso per i mezzi pesanti, questo diciamo su tutta la tratta dove sono presenti queste barriere di primo impianto che risalgono agli anni ’70”.

“La prima sensazione che emerge dai sopralluoghi fatti lunedì martedì e che abbiamo iniziato anche stamattina sulla tratta Milazzo Messina – ha aggiunto Migliorino – è che la criticità principale riguarda le barriere di sicurezza e loro vetustà. Il grado di contenimento non è compatibile con l’energia che può essere sviluppata specialmente nei mezzi pesanti”. 

Lombardo (Scn): “L’Autostrada si trasforma in strada urbana”

“È grave la modalità con cui si sta svolgendo questa visita ispettiva. Quella che dovrebbe essere un’operazione di verifica sull’attuazione delle prescrizioni sembra trasformarsi in una sorta di conferenza stampa direttamente in autostrada, durante la quale apprendiamo progressivamente quali ulteriori limitazioni saranno introdotte sulla rete”. A dichiararlo è Giuseppe Lombardo, deputato regionale di Sud chiama Nord, che interviene sulle modalità con cui si stanno svolgendo le verifiche sulla rete autostradale siciliana e sulle ulteriori prescrizioni che si aggiungono a quelle già previste.

“A lasciare perplessi è soprattutto il fatto che non sia il CAS, attraverso comunicazioni istituzionali chiare e complete, a spiegare quali prescrizioni saranno attivate e con quali conseguenze sulla circolazione. Queste informazioni stanno invece emergendo nel corso di un’ispezione del Ministero che dovrebbe essere finalizzata proprio alla verifica di quanto è stato fatto”.

Per Lombardo, il quadro che si sta delineando è ancora più preoccupante perché alle misure già contenute nelle prescrizioni si aggiungono ulteriori prescrizioni peggiorative, destinate a incidere pesantemente sulla percorribilità della rete.

“Dai prossimi giorni l’autostrada non sarà più un’autostrada, ma si trasformerà di fatto in una strada urbana, perché i limiti scenderanno per tutti a 60 chilometri orari nei tratti in cui sono presenti le barriere di primo impianto, parliamo dunque di circa 100 km. A questo si aggiungono restringimenti delle carreggiate, chiusure di gallerie, passaggi da una carreggiata all’altra e punti interessati da specifica segnaletica verticale e orizzontale. Il risultato sarà un vero e proprio percorso a ostacoli”.

“Allarme lanciato in tempi non sospetti”

“Avevamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti – aggiunge Lombardo -, quando ancora nessuno sembrava voler affrontare fino in fondo la gravità della situazione. Avevamo anche chiesto il commissariamento della Direzione generale del CAS e nessuno ci ha risposto. Oggi, a distanza di un mese, ci troviamo davanti a ulteriori prescrizioni e a limitazioni ancora più pesanti”.

Lombardo richiama quindi il Governo regionale anche sul tema delle risorse.

“Attendiamo ancora di sapere se il Governo abbia effettivamente presentato la richiesta di rimodulazione dei fondi POC, come era stato annunciato dall’assessore Aricò nel corso dell’audizione che avevamo richiesto. Anche su questo servono risposte chiare”.

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“Rimane poi una domanda fondamentale: perché si interviene soltanto adesso, dopo le prescrizioni di Migliorino, quando era noto da tempo che tanto le barriere quanto le gallerie necessitavano di attenzione? La sicurezza viene prima di tutto e le prescrizioni devono essere attuate, ma non si può arrivare a questo punto e scoprire, durante una visita ispettiva, che da domani le nostre autostrade saranno sottoposte a limitazioni tali da trasformarne radicalmente la percorribilità”

“Avevamo lanciato l’allarme un mese fa. Oggi purtroppo quello scenario sta diventando realtà: l’autostrada resta autostrada nel nome, ma con limiti a 60 km/h e tutte queste restrizioni rischia di diventare, nei fatti, una strada urbana“, conclude Lombardo.


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