Catania

La “bimba ribelle” oggi influencer che lotta per le donne VIDEO

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19 Marzo 2023, 05:01

3 min di lettura

CATANIA. Un incontro che ci ha detto tante cose. E che abbiamo apprezzato per il messaggio forte lanciato da Mariangela D’Arrigo.

Sei nata a Catania il 20 gennaio del 1994. Com’era Mariangela da bambina e che ricordi hai di Catania in quegli anni?

Mariangela da bambina Sicuramente è sempre stata abbastanza ribelle, abbastanza testarda, ed i ricordi più belli che ho di Catania, sono legati al mare ed ai viaggi con i miei nonni. […] credo di essere cresciuta in una delle isole più belle in assoluto […]

Oggi sei un’influencer ed autrice di contenuti popolare ed affermata, ma già a 14 anni era iniziata in realtà la tua avventura nel mondo dello spettacolo, partendo dai concorsi di bellezza, che ti avrebbero quindi introdotto nel mondo della moda ed avvicinato alle prime esperienze in televisione. Cosa ti aveva spinto ad intraprendere questo percorso, quali erano i sogni di Mariangela a 14 anni?

I sogni di Mariangela, sin da quando era bambina, sono sempre stati di far parte del mondo dello spettacolo. 
[…] ho fatto svariati concorsi di bellezza, ho iniziato a soli 14 anni, ed ho sempre sognato di entrare a far parte di questo mondo.

Qualche anno dopo purtroppo però il tuo percorso artistico subisce una battuta d’arresto a causa di una violenza che segnerà inevitabilmente la tua vita. Te la senti ti raccontarci cosa accadde?

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Qualche anno dopo tutti i miei progetti e tutti i miei sogni sono stati distrutti. Ho dovuto cambiare tutto della mia vita. Ho subito violenza psicologica, ho subito violenza fisica, la violenza fisica mi ha portato ad avere dei danni permanenti e di conseguenza mi ha portato anche a dover accettare delle cose che non avrei mai voluto accettare. […]

Chi ti conosce bene sa che non hai indossato orecchini per molti anni. Ci sembra di intuire che il motivo sia molto intimo e delicato. Pensi che possa essere utile, per te e per loro, condividere questa esperienza con i nostri lettori?

Non ho indossato orecchini per tanto tempo e questo è stato causato dalle violenze che ho subito. Gli orecchini mi ricordavano troppe cose ed ogni volta che li indossavo mi passavano immagini per la mente che non auguro a nessuno […] Non li ho indossati per tanto tempo […] Poi un giorno,  dopo sette anni, ho vinto la mia battaglia […] 

Le tue esperienze di vita personali ti hanno portato negli anni a sposare sempre di più la causa della violenza contro le donne e voci di corridoio ci hanno fatto sapere che stai lavorando con Fabio Abate ad un progetto musicale che affronta proprio questo delicatissimo, e purtroppo ancora oggi attuale, argomento. Puoi anticiparci qualcosa?

Oggi faccio parte di un’associazione contro la violenza sulle donne che si chiama “Insieme per la vita”. E’ un’associazione curata da delle persone veramente meravigliose, degli angeli, delle persone comprensiva, che ascoltano, ti aiutano e ti guidano tanto. Purtroppo uscire da una relazione tossica con una persona tossica non è semplice, quindi di conseguenza si ha bisogno di aiuto. L’aiuto chiedetelo, chiedetelo e vi sarà dato, vi sarà dato davvero, e ricominciare a vivere di conseguenza. 
Ho deciso così di creare un progetto musicale insieme a Fabio Abate. 
Fabio Abate infatti aveva scritto una canzone molto, molto bella. Questa canzone è una canzone “tragicomica”, esattamente come tutto ciò che amo io, e questa canzone mi appartiene. Mi appartiene perché parla di un marito “padre padrone”, un marito padrone della propria donna, perché la propria donna la vede come la serva di casa, a donna che deve cucinare, pulire, stirare, pensare solo alla casa, pensare solo al marito, pensare solo ai figli, senza mai potersi ribellare[…].
E quindi questa canzone mi appartiene […], perché il significato della canzone è molto profondo, però sarà cantato in modo ironico e c’è un motivo se questa canzone la canterò proprio io.

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19 Marzo 2023, 05:01

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