La Chiesa di Francesco e "gli altri"

La Chiesa di Francesco e “gli altri”

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Commenti

    Mettere in comune padre Livio con monsignor Viganò è molto scorretto in quanto padre Livio ha sempre difeso Papa Francesco e ha perfino licenziato 2 i suoi collaboratori che hanno criticato Papa Francesco.

    Nessun accostamento diretto gentile Federico tra mons. Viganò e don Livio. Ognuno dei due, è vero, espone le sue teorie non del tutto coincidenti che però, al di là di formali adesioni formali al pontificato di Francesco o espliciti attacchi ad esso, come nel caso di Viganò, conducono ad una quasi uguale distanza dal magistero e dallo spirito evangelico inaugurato da Francesco in materia di omosessualità, migranti, coppie civili, divorziati, pur senza derogare ai fondamenti dottrinali sulla famiglia, ruolo delle donne, difesa dell’ambiente, eccetera. Conducono a un’oggettiva distanza con il Papa. Magari padre Livio non se ne rende conto. Quando si ha la responsabilità di una radio con milioni di ascoltatori bisogna stare molto attenti a ciò che si dice per evitare pericolosi fraintendimenti, la libertà di espressione c’entra poco o nulla. Il Papa mai si sognerebbe di lanciare ipotesi complottiste inspirate da Satana e attuate da uomini e da qualche Stato forse nascoste dietro un virus per un nuovo Ordine mondiale senza Dio, né userebbe espressioni che potrebbero ferire alcune sensibilità sulle donne, sugli omosessuali. Come maggiore prudenza occorre quando si parla di Trump o di Biden inserendo argomenti di carattere religioso, definendo il primo come una sorta di difensore della fede, insieme a Salvini più volte apprezzato da don Fanzaga, e l’altro no. Sappiamo bene che i rapporti tra Francesco e Trump non sono mai stati buoni, tra Trump e Viganò sì. In conclusione, sono andato alla sostanza dei fatti e delle parole a ai rischi mediatici ad essi connessi, pur riconoscendo che il vescovo Viganò con le sue tesi sulla elezione di Bergoglio è andato molto oltre. Un cordiale saluto e grazie.

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“C’è un limite a tutto. Non si può dire che stare da questa parte o da quell’altra sia la stessa cosa”, firmato Oddo o della Coerenza. Con buona pace di Faraone che dopo aver sottoscritto nel pomeriggio come tutti i partecipanti il comunicato “nella coalizione non ci sarà spazio per coloro che non vedono distinzioni tra la destra e la sinistra”, sul far della sera non ci gira intorno e ricomincia il suo personale Amarcord alla Ciccio Ingrassia “Voglio... De Luca”. La notte, poi, avrà portato consiglio?

Commento firmato con nome e cognome . Il centrodestra dovrebbe ringraziare AVS ( meno che cespuglietto ) e LaVardera ( specialista in semina di zizzania ) . Grazie a loro almeno AVS parla di principi LaVardera solo di protagonismo personale vincerà il Presidente Schifani ( Anche chi era di centrosinistra lo voterà se il candidato è LaVardera) . Faraone , Crisafulli e chi fa POLITICA lo capisce i nuovi arrivati no .

L'unica cosa sensata e, quindi, il minimo comune denominatore tra centrodx e centrosx, dovrebbe essere l'intesa sul tenere fuori De Luca da entrambe le coalizioni. Non sono abbagliata dal populismo lavarderiano, ma sul punto non solo ha ragione da vendere, ma lo stendere un cordone sanitario per scongiurare di farsi contagiare da De Luca dovrebbe essere un fatto sul quale dovrebbe convenire tutta la politica.

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