Speriamo in chi la salva veramente da lui..
Speriamo in chi la salva veramente da lui..
A Lagalla vanno riconosciuti alcuni risultati, con meno "spocchia" e "parole" senza fatti concreti; all'Orlando per intenderci. Ma chi vive a Palermo soffre. L'immagine, la copertina non bastano. Si impegni sui servizi, su quanto è determinante per la scurezza e la qualità della vita dei palermitani.Da questo dipenderà il consenso.
Caro Sindaco, se ritiene che questa Palermo sia salva allora vuol dire o che lei non conosce la città oppure ci dobbiamo rassegnare all'abbandono
L'autonomia della regione sicilia è stata una palla al piede dello sviluppo, con il mancato recipimento di leggi nazionali (per ignavia o incompetenza, non per partito preso).
colpisce il copione, sempre uguale da duecento anni
Mettere in comune padre Livio con monsignor Viganò è molto scorretto in quanto padre Livio ha sempre difeso Papa Francesco e ha perfino licenziato 2 i suoi collaboratori che hanno criticato Papa Francesco.
Nessun accostamento diretto gentile Federico tra mons. Viganò e don Livio. Ognuno dei due, è vero, espone le sue teorie non del tutto coincidenti che però, al di là di formali adesioni formali al pontificato di Francesco o espliciti attacchi ad esso, come nel caso di Viganò, conducono ad una quasi uguale distanza dal magistero e dallo spirito evangelico inaugurato da Francesco in materia di omosessualità, migranti, coppie civili, divorziati, pur senza derogare ai fondamenti dottrinali sulla famiglia, ruolo delle donne, difesa dell’ambiente, eccetera. Conducono a un’oggettiva distanza con il Papa. Magari padre Livio non se ne rende conto. Quando si ha la responsabilità di una radio con milioni di ascoltatori bisogna stare molto attenti a ciò che si dice per evitare pericolosi fraintendimenti, la libertà di espressione c’entra poco o nulla. Il Papa mai si sognerebbe di lanciare ipotesi complottiste inspirate da Satana e attuate da uomini e da qualche Stato forse nascoste dietro un virus per un nuovo Ordine mondiale senza Dio, né userebbe espressioni che potrebbero ferire alcune sensibilità sulle donne, sugli omosessuali. Come maggiore prudenza occorre quando si parla di Trump o di Biden inserendo argomenti di carattere religioso, definendo il primo come una sorta di difensore della fede, insieme a Salvini più volte apprezzato da don Fanzaga, e l’altro no. Sappiamo bene che i rapporti tra Francesco e Trump non sono mai stati buoni, tra Trump e Viganò sì. In conclusione, sono andato alla sostanza dei fatti e delle parole a ai rischi mediatici ad essi connessi, pur riconoscendo che il vescovo Viganò con le sue tesi sulla elezione di Bergoglio è andato molto oltre. Un cordiale saluto e grazie.