La Commissione Lavoro a Termini | Ma nessuno ha avvisato il sindaco

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19 Ottobre 2018, 15:56

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TERMINI IMERESE – La Commissione Lavoro del Senato ha visitato stamattina il Centro per l’Impiego di Termini Imerese, con rappresentanti del governo e dell’Assemblea regionale siciliana. Ma nessuno ha pensato di coinvolgere anche il sindaco della cittadina in provincia di Palermo. Una dimenticanza che non ha preso bene il primo cittadino Francesco Giunta che in una nota afferma che “sarebbe stato opportuno che unitamente agli altri sindaci del comprensorio che, tra l’altro, provvedono con le esigue risorse a loro disposizione al pagamento delle spese necessarie a tenere aperti gli Uffici destinati al Centro per l’Impiego, i rappresentanti degli Enti Locali, qualora invitati, avessero avuto la possibilità di portare il loro saluto al fine di rappresentare i problemi occupazionali e sociali del territorio che, in particolare, condividono ogni giorno con i loro Concittadini”.

“Si vuole escludere – continua il sindaco Giunta – che la omissione sia intenzionale in quanto, in caso contrario, si dovrebbe, dolorosamente, prendere atto che un organo parlamentare così importante ritiene di potere fare a meno di ascoltare i rappresentanti delle Istituzioni locali. E’ davvero sorprendente che stamani, solo casualmente, avendo notato un viavai di auto blu nella piazza Duomo ho appreso che la Commissione Lavoro del Senato, capeggiata dalla sua presidente, Nunzia Catalfo, si trovava in visita, presso il Centro per l’impiego che si trova a poche decine di metri dalla sede storica del Palazzo Comunale senza che nessun sindaco del comprensorio, fosse stato preavvertito. Ho ritenuto opportuno scrivere una nota alla stessa senatrice Catalfo, all’Assessore regionale al Lavoro e al prefetto di Palermo al fine di manifestare le “perplessità” su quanto accaduto”.

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La presidente della commissione Lavoro in Senato, Nunzia Catalfo e l’assessore regionale al Lavoro, Mariella Ippolito, si sono rifiutati di incontrare i sindacati per discutere i problemi dei lavoratori. Lo riferiscono Fabrizio Masi, Franco Madonia e Angelo Lo Curto dei Cobas-Codir, Sadirs e Siad. Le sigle avevano chiesto una convocazione che non è arrivata e si sono recati presso la struttura di Termini a rappresentare le istanze dei dipendenti regionali mortificati dal mancato riconoscimento delle reali funzioni svolte. “Avremmo voluto far comprendere alla delegazione – spiegano gli autonomi – che, nonostante le dichiarazioni poco accorte di qualche dirigente, i Centri per l’impiego sono pienamente funzionanti e operativi, che non è necessario rimpinguare la dotazione organica, ma solo che siano riconosciute le funzioni svolte da più di 20 anni dal personale addetto alle politiche del lavoro. Avremmo voluto, ma l’assessore appena ci ha visti, rivolta alle forze dell’ordine ha detto che non eravamo stati invitati”.

Della delegazione romana faceva parte anche la presidente della commissione Lavoro in Senato, Nunzia Catalfo, del gruppo M5S, catanese ed ex sportellista orientatore e selezionatore del personale, che si è recata in Sicilia in vista anche dell’attuazione del reddito di cittadinanza. “Neanche la senatrice sportellista ha voluto incontrarci – proseguono i sindacati – avevamo chiesto solo cinque minuti per essere ascoltati, ma la stessa ha cortesemente diniegato dicendo che era in visita istituzionale e ci ha invitati a inviare una mail alla commissione Lavoro al Senato dove ci avrebbe ricevuti. A Roma, proprio così. Siamo al paradosso, ma i sindacati non si incontrano pure nelle visite istituzionali? Forse non hanno gradito che abbiamo detto che non servono altri 1.830 sportellisti in Sicilia e che gli uffici sono già adeguati di personale per ogni evenienza? In ogni caso, nel prendere atto della indisponibilità di tutta la classe politica a sentire il parere dei lavoratori, provvederemo nuovamente a invitare la senatrice Catalfo in Sicilia, per farle vedere con gli occhi dei dipendenti i Centri per l’impiego e il lavoro che svolgono i dipendenti, anche acquistando di tasca propria i beni strumentali più elementari, in locali dove da decenni non si fa disinfestazione e in assenza dei controlli obbligatori sulla salute dei lavoratori”.

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19 Ottobre 2018, 15:56

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