“La guerra non è mai inevitabile”, ha detto con fermezza Papa Leone XIV. La Chiesa cattolica ammette la guerra difensiva a condizione che la risposta sia proporzionata all’offesa. Ciò che si consuma a Gaza non ha nulla di proporzionato: è una ecatombe che sfida principi di umanità. Il silenzio di molti leader mondiali e l’inazione di istituzioni come l’Unione Europea sono inaccettabili.
L’attacco brutale di Hamas
Tutto è iniziato il 7 ottobre 2023 quando Hamas, l’organizzazione terroristica che controlla la Striscia di Gaza, ha scatenato un attacco brutale contro Israele. Migliaia di razzi hanno colpito il sud del paese, miliziani armati hanno seminato il terrore in kibbutz, comunità e città. Il festival musicale Nova, vicino a Re’im, è diventato il teatro di un massacro. Circa 1.200 persone, in gran parte civili, sono state uccise e oltre 250 sono state prese in ostaggio. Rapporti delle Nazioni Unite e di organizzazioni internazionali documentano esecuzioni, torture e violenze sessuali.
La reazione devastante di Israele
Israele ha reagito con un’offensiva militare di portata devastante, mirando a distruggere le infrastrutture di Hamas e uccidere i suoi capi. Ma il costo umano di questa reazione si è rivelato catastrofico. Secondo il Ministero della Salute di Gaza oltre 50.000 civili, tra cui molti bambini, donne e anziani, hanno perso la vita. Ospedali, scuole e case sono ridotti a macerie. La fame e la sete, diventate armi, affliggono un’intera popolazione. Gli aiuti umanitari, spesso bloccati, sono insufficienti per alleviare una disperazione infinita. Gaza è un deserto di dolore dove manca tutto: cibo, acqua, medicine, ripari, speranza.
Il mondo tace
La tragedia si consuma mentre il mondo tace. La Corte Penale Internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e alcuni esponenti militari per crimini di guerra e contro l’umanità. Eppure, i bombardamenti continuano incessantemente. Ogni giorno i più vulnerabili muoiono sotto le bombe o di fame e malattie. L’obiettivo di Israele è eliminare Hamas ma le azioni sembrano decisamente eccessive condannando un’intera popolazione innocente.
Non è un caso che Papa Francesco abbia chiesto di indagare su un possibile genocidio in atto. Sembra che il governo israeliano voglia occupare permanentemente la Striscia con conseguente deportazione dei palestinesi, una prospettiva che aggraverebbe la crisi.
Nessuno soffochi la verità
Chi osa denunciare questa catastrofe viene zittito, accusato di antisemitismo o di complicità con il terrorismo. Però, la verità non può essere soffocata. Persino il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha finalmente riconosciuto la gravità della situazione affermando che “a Gaza stanno succedendo cose brutte e troppe persone muoiono di fame”. Le risoluzioni dell’ONU non hanno fermato la strage. Il diritto umanitario, che obbliga a proteggere i civili e garantire aiuti, è costantemente disapplicato.
Gaza non ha ricchezze da scambiare come l’Ucraina, non ha potere contrattuale, non ha voce. Ha solo dolore e morte. Ogni ora di inerzia è un’agonia per migliaia di esseri umani. La comunità internazionale deve agire con urgenza: servono pressioni diplomatiche, corridoi umanitari sicuri, sanzioni per chi viola il diritto internazionale. In nome della pace e della solidarietà il mondo deve fermare questa tragedia. Gaza non può più aspettare.

