"La Sicilia ha bisogno |di una nuova stagione"

“La Sicilia ha bisogno |di una nuova stagione”

Maurizio Caserta scrive una lettera aperta a Fausto Raciti, segretario regionale del Pd.

lettera in redazione
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Caro Segretario del Partito Democratico Siciliano

Nutro ancora qualche speranza che il Partito Democratico Siciliano assuma una iniziativa politica forte che riporti la Sicilia al centro del dibattito politico europeo. Non si può infatti andare al disotto di quel livello geopolitico quando si affronta la discussione sul futuro della Sicilia. È evidente, anche ai meno accorti, che dalla nostra isola passano alcuni tracciati di interessi politico-militari di particolare rilievo internazionale. Tradizionalmente, la Sicilia ha svolto un ruolo servile su quel terreno. Tutto ciò non le ha procurato grossi benefici. Come ormai certificato dai principali istituti di ricerca, il Mezzogiorno, e la Sicilia in particolare, sono negli ultimi due decenni andati indietro in tutti gli indici di benessere. La partita sembra quindi perduta. I più giovani, le loro idee, i capitali stanno lasciando la Sicilia.

Concorderà con me che l’azione politica e di governo negli ultimi anni non è stata, qui in Sicilia, all’altezza della gravità del passaggio storico. L’ultimo presidente della Regione eletto nel 2012 con il voto solamente del 13 per cento degli elettori siciliani (incluso me) si è tenuto ben lontano da quell’altezza. In alcuni casi ha perfino peggiorato il buon nome dei siciliani, che non era particolarmente messo bene in partenza. Ma non tutto è perduto. Lei è un giovane politico siciliano. Pure molto bravo. Non scelga i tatticismi. Non ci dica che alcune cose buone sono state fatte. È vero. Ma la Sicilia sta morendo. Occorre raccogliere la sfida al più alto livello possibile e ribaltare totalmente i termini della discussione politica. Non chiedersi cosa gli altri, il resto del Paese o l’Unione Europea possa fare per la Sicilia, ma cosa la Sicilia possa fare per il Paese e per l’Europa. Nessuno dei due, del resto, scoppia di salute.

C’è uno straordinario spazio per una rinnovata azione politica. Che potrà venire anche da altre regioni e stati europei. Incluso la Città del Vaticano. Quell’azione deve, finalmente, dare una identità all’Europa. Che non può nascere senza il contributo determinante del suo Sud. Se lei si incamminasse su quella strada troverebbe molti giovani siciliani al suo fianco. Solo riacquistando il piacere di dirsi siciliani, di fare impresa in Sicilia, di frequentare gli atenei siciliani, di fare politica in Sicilia, si potrà invertire la tendenza perversa alla desertificazione ed al sottosviluppo. La Sicilia ha bisogno di una nuova stagione di accumulazione di capitale, pubblico e privato, materiale e immateriale, interno ed esterno. Questa stagione potrebbe alimentarsi di una ritrovata utilità (o remunerazione) identitaria che compenserà l’iniziale deficit di redditività che quell’investimento inevitabilmente avrà rispetto ad impieghi migliori in altre parti del paese o del mondo.

Maurizio Caserta

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