L'agente segreto che diventa eroe | Ferma i trafficanti e salva una bimba

L’agente segreto che diventa eroe | Ferma i trafficanti e salva una bimba

La nave su cui si trovava Luca B.

Luca B. si è imbarcato sul mercantile di Save the children per smascherare la Iuventa.

PALERMO – La storia potrebbe essere raccontata in un film d’azione. E non è escluso che prima o poi non lo diventi, un film. Il protagonista c’è già e rispetta tutti i canoni classici dello storytelling: poliziotto sotto copertura, imbarcato sul mercantile che salva i migranti in acque pericolose, eroe per un giorno quando salva una bimba di 15 mesi che ha perso la madre durante la traversata e l’aiuta a ritrovare il padre, già in terra siciliana. È la storia di Luca B., 45 anni, agente dello Sco (Servizio centrale operativo), che per mesi, dal maggio scorso ha viaggiato sotto mentite spoglie sulla nave Vos Hestia di Save the children e ha permesso di incastrare la Ong Jugend Rettet, titolare della nave Iuventa, sequestrata al porto di Lampedusa su mandato della Procura di Trapani. L’accusa: aver collaborato con i trafficanti libici per il recupero dei migranti. Entra in acque libiche e carica migranti che poi trasferisce su altre navi, racconterà l’agente Luca alle autorità.

“Non eravamo a conoscenza della presenza a bordo della Vos Hestia di un agente di polizia sotto copertura. Da quello che abbiamo capito dai media, si tratterebbe di una persona che ha preso parte alle operazioni di salvataggio e quindi estraneo al personale umanitario di Save the Children”, ha detto all’Ansa Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia. “Il personale umanitario di Save the Children – spiega Neri – è composto da medici, infermieri, mediatori culturali e legali e operatori che si occupano di protezione dei minori. Si tratta dunque di persone che si occupano di assistere e supportare i migranti e in particolare i più vulnerabili come i bambini nel momento in cui salgono a bordo della nave”. “Le operazioni strettamente legate al soccorso – aggiunge – sono invece messe in atto da operatori specializzati e formati per operare salvataggi e sono quindi proprio loro che, insieme al personale di sicurezza, salgono sui gommoni con i quali vengono realizzate le operazioni di soccorso vere e proprie. Il nostro staff, durante le operazioni, resta a bordo della nave in attesa che i migranti vengano soccorsi e portati a bordo, dopo di che si occupa di dare loro l’assistenza umanitaria necessaria, per la quale è preparato e specializzato. Sia le persone che si occupano delle operazioni di salvataggio, che quelle che fanno parte della società di sicurezza, non fanno dunque parte del personale umanitario di Save the Children”.

Luca B., 45 anni, racconta il Corriere della Sera, ha le caratteristiche giuste per la missione che serve alle autorità per smascherare le Ong che non stanno agendo in maniera corretta. È esperto di sub, tanto da avere il brevetto Divemaster oltre a una serie di abilitazioni per il soccorso medico in mare, la patente nautica. Ma è soprattutto un agente esperto. Quando gli propongono l’incarico non ha dubbi: “Felice di accettare”. Il 19 maggio si imbarca e viene alloggiato in una cabina con altre tre persone, sa che deve “stare continuamente all’erta per non essere scoperto”. Riesce comunque a portare a termine il suo incarico e nel frattempo diventa l’eroe della piccola Rejoice, 15 mesi, che il 5 giugno hanno salvato mentre era su un gommone con altri 125 migranti. “La mamma era caduta in acqua, l’abbiamo issata a bordo, le ho fatto il massaggio cardiaco, ma purtroppo non c’è stato nulla da fare”, racconta Luca che grazie ad alcuni bigliettini con un numero di telefono italiano che trova neklle tasche della donna riesce a rintracciare il padre della bambina, un nigeriano che da tempo vive in Italia. L’uomo viene subito trasferito in Sicilia. Conferma che quella donna morta è sua moglie, l’esame del Dna lo conferma: è sua figlia. Luca, a quel punto, sa che “la missione è davvero compiuta”.

Restano le indagini, ancora in corso sulla nave Iuventa. La Procura di Trapani ha avviato l’inchiesta con l’ipotesi di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. “Stiamo preparando la difesa e chiederemo la restituzione del bene. Siamo nella fase embrionale e al momento non sappiamo di indagati. Difendo il legale rappresentante della Ong Jugend Rettet, una donna, che era sulla Iuventa e che tecnicamente non è indagata: le è soltanto stato notificato il decreto di sequestro preventivo”. Lo dice l’avvocato Leonardo Marino, che difende l’Organizzazione non governativa tedesca alla quale la procura di Trapani ha sequestrato due giorni fa, a Lampedusa, la nave Iuventa; l’imbarcazione, guidata da quattro uomini della Guardia costiera, sta per arrivare nel porto di Trapani. “I sedici ragazzi della Ong – aggiunge l’avvocato – hanno il solo obiettivo di salvare vite in mare. Hanno già spiegato che non c’entrano nulla con il reato che viene loro contestato, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”.

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