Lampedusa, individuato il sistema della "nave madre": arresti

Lampedusa, individuato il sistema della “nave madre”: arresti

L'inchiesta è coordinata dalla procura di Agrigento. Sbarchi nella notte.
IMMIGRAZIONE
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PALERMO. La sezione operativa navale della Guardia di finanza ha bloccato un peschereccio tunisino, ritenuto la “nave madre”, che trainava verso le isole Pelagie una imbarcazione di ferro senza motore. I 5 membri dell’equipaggio, con l’accusa di aver consentito l’ingresso irregolare in Italia di 11 migranti, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto. L’inchiesta è stata coordinata dal procuratore capo reggente di Agrigento, Salvatore Vella. Il giudice per le indagini preliminari ha già convalidato i fermi e ha disposto per i 5 indagati la custodia cautelare in carcere.

Il peschereccio tunisino, ritenuto “nave madre”, è stato intercettato in acque italiane, lo scorso venerdì, dopo la segnalazione di un velivolo dell’ agenzia europea Frontex. Notando il traino di un piccolo natante in ferro, sono state allertate le motovedette. Quando il peschereccio è stato bloccato, l’imbarcazione che trainava non era più vuota, ma occupata da 11 tunisini e algerini, tra cui donne e bambini. Verificata l’assenza di pescato e le ottime condizioni di salute dei migranti, poco compatibili con chi affronta i cosiddetti “viaggi della speranza” – scrive in una nota la Guardia di finanza – i militari hanno preso il controllo del peschereccio, ritenendolo coinvolto nel traffico di migranti. L’imbarcazione è stata portata aLampedusa e gli 11 extracomunitari sono stati messi in sicurezza sulle unità navali. Gli accertamenti delle Fiamme gialle, tutti coordinati dalla Procura di Agrigento, hanno fatto scattare il fermo di indiziato di delitto per i componenti dell’equipaggio che sono stati colpiti, con la motovedetta V.7007, a Porto Empedocle e poi al carcere di Agrigento.

Sbarchi nella notte

Sono 158 i migranti soccorsi e sbarcati, durante la notte, a Lampedusa. Trentasette, fra cui tre donne, sono stati intercettati, dalla Guardia di Finanza, a Cala Galera. Altri 36 – su un barchino di 7 metri – sono stati bloccati nelle acque portuali, stavano per arrivare al molo. Tutti hanno dichiarato di essere originari di Costa d’Avorio, Camerun, Siria, Mali, Guinea Conakry, Sudan, Somalia e Yemen. 

Ieri, con 4 imbarcazioni, sull’isola erano arrivati ​​in 216. All’alba, all’hotspot di contrada Imbriacola, che nei giorni scorsi ha sfiorato le 3 mila presenze, c’erano 748 ospiti. La Prefettura di Agrigento ha disposto, per la mattinata, un ennesimo trasferimento: 183 verranno imbarcati sulla nave di linea Galaxy che farà rotta verso Porto Empedocle.


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