PALERMO – Dalla bozza su carta al modellino plastico. Dal render 3D alla proiezione video che ha trasformato l’imponente monumento patrimonio dell’Unesco in una tela. Un estratto del documentario “Light in Brancaccio”, girato da Francesco Marotta per Assoult Studio, racconta per immagini l’iter progettuale di Dario Denso Andriolo, il visual artist che ieri sera ha acceso di luci e colori il ponte dell’Ammiraglio Giorgio d’Antiochia di Palermo. Suggestivo il susseguirsi di frame animati. Quel fascio di luce che, colpendo la massiccia architettura normanna, ne ha rivelato la storia ed il mito, ha conquistato il pubblico presente.
L’evento si è svolto nell’ambito del progetto innovativo “Light in Brancaccio” promosso dall’associazione Baccanica – insieme al Centro Padre Nostro, al Circolo Acli “Padre Pino Puglisi” e alla Seven Comunication – con l’obiettivo di porre l’attenzione sulle diversità di origini e tradizioni etniche e quindi culturali e religiose, nonché linguistiche, del famoso quartiere di Palermo. E ciò, a partire dalla valorizzazione delle sue architetture attraverso la forma artistica del video mapping.
Per mezzo di una open call sono stati selezionati tre videomaker under 35 per la realizzazione dell’evento che si è svolto in contemporanea ieri sera sabato 9 settembre nelle tre location di Brancaccio: Ponte Ammiraglio con Dario Andriolo; Chiesa di San Gaetano con Ben Frazzetta e il Mulino di San Filippo con Rosanna Costantino.
La preparazione della performance

