Lo stop alla discarica di Castellana| La Regione cerca una soluzione

Lo stop alla discarica di Castellana| La Regione cerca una soluzione

Sindaci dei comuni esclusi sul piede di guerra. Giovedì un tavolo tecnico

Ai Comuni “sfrattati” dalla discarica di Castellana la cosa proprio non va giù. I sindaci sono sul piede di guerra e si dicono pronti a manifestare. Il provvedimento del dirigente generale del dipartimento Acqua e rifiuti della Regione del 5 dicembre scorso non consente il conferimento nella discarica pubblica di Castellana Sicula, nelle Alte Madonie, a 24 comuni che aderiscono alla Srr (Società per la regolamentazione dei rifiuti) Palermo Provincia Est. E per questi comuni si è individuata la discarica privata di Alcamo, nel Trapanese. Il caso ha suscitato proteste e polemiche per il fatto che i 24 comuni dovranno adesso sostenere maggiori spese per il trasporto e per il conferimento dei loro rifiuti.

L’inibizione e il dirottamento è stato chiesto da alcuni sindaci dei comuni delle Alte Madonie, che sono esclusi dal provvedimento della Regione, per salvaguardare la vita residua della discarica di Castellana. “Si tratta – ha detto il presidente della Srr Palermo Est, Rosario Lapunzina – di una “scelta sbagliata, sia nel merito che nel metodo”. “In questo modo – aggiunge – si penalizzano alcuni comuni a vantaggio di altri. Si poteva pensare di premiare quelli con le più alte percentuali di raccolta differenziata. Il provvedimento adottato mina la leale collaborazione tra gli enti e lede il principio di solidarietà all’interno del comprensorio”.

I 24 comuni costretti a portare la spazzatura ad Alcamo sono Aliminusa, Bisacquino, Caccamo, Campofelice di Roccella, Castelbuono, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Cefalù, Cerda, Chiusa Sclafani, Ciminna, Collesano, Giuliana, Godrano, Gratteri, Isnello, Lascari, Mezzoiuso, Montemaggiore, Pollina, Resuttano, Roccapalumba, Sciara, Ventimiglia di Sicilia. Il provvedimento invece “salva” quindici comuni che potranno ancora conferire a Castellana: Alia, Alimena, Blufi, Bompietro, Caltavuturo, Castellana Sicula, Gangi, Geraci Siculo, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Polizzi Generosa, San Mauro Castelverde, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo, cioè i soci del vecchio Ato che realizzò la discarica.

E così, da un giorno all’altro, per i 24 comuni a cui è precluso il conferimento a Castellana, raccontano i sindaci, il costo del conferimento è più che raddoppiato, sia per la tariffa più alta che si paga in discarica ad Alcamo, sia per i più consistenti costi di trasporto. “Grazie al lavoro che abbiamo fatto sulla differenziata, sulla quale abbiamo percentuali molto alte, stavamo pensando a una riduzione della tassa sui rifiuti, ma questo aumento di costi fa saltare tutto”, lamenta il sindaco di Ventimiglia Antonio Rini.

Lapunzina, sindaco di Cefalù e presidente della Srr Palermo Est (che non è proprietaria della discarica), chiede alla Regione di sospendere il provvedimento “e di istituire, nell’immediato, un tavolo di confronto, a cui la SRR rivendica, con forza, il diritto di partecipare”.

Con gli attuali ritmi, a quanto si apprende dalla Regione, la discarica chiuderebbe in quattro mesi. Oggi ci sarà un sopralluogo alla discarica del Dipartimento regionale. Al momento, di soluzioni all’orizzonte non ce ne sono. Una speranza potrebbe arrivare dalla nuova vasca di Enna. Giovedì ci sarà una riunione con i sindaci e la Srr.

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