Luci a led e un’app |per le Terme Achilliane

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13 Gennaio 2015, 19:54

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CATANIA – La nuova illuminazione a led delle Terme Achilliane, posta sotto la piazza Duomo e tra i più interessanti impianti di età romana, è stata inaugurata dal sindaco di Catania Enzo Bianco, dal presidente del Cnr Luigi Nicolais, dalla sovrintendente ai Beni Culturali Fulvia Caffo, dal direttore dell’Ibam Daniele Malfitana e dall’assessore alla Cultura e al Turismo Orazio Licandro a conclusione di un progetto che ha portato anche alla realizzazione di un’app che consente la visita “immersiva” del monumento. “Circa vent’anni fa, durate la mia prima sindacatura – ha detto Bianco durante la conferenza stampa nel Palazzo degli elefanti che ha preceduto l’inaugurazione – scesi per la prima volta nelle Terme Achilliane con l’intento di recuperarle alla città. Le aprimmo per qualche tempo, anche se in seguito furono nuovamente invase dall’acqua e dovettero essere chiuse. Adesso si potranno visitare ammirando tutta la loro bellezza grazie a un’intensità luminosa non invasiva, diventando uno strumento importante per il nostro turismo. Tutto questo grazie a un progetto frutto della forte sinergia tra il Comune e il Cnr. È proprio la sinergia tra istituzioni l’idea vincente”.

“Il nostro compito istituzionale – ha confermato Nicolais – è quello di dare una mano all’Italia che vuol crescere. Stiamo cercando di interpretare al meglio l’idea di Smart City coniugando la vocazione umanistica con quella tecnologica e quello di Catania, grazie alla splendida collaborazione con il Comune, è uno dei migliori esempi di questa interazione. Nel caso delle Terme Achilliane siamo riusciti a dimostrare quanto si può fare con la tecnologia per esaltare la bellezza di un sito. E non parliamo solo dell’illuminazione. Questa è solo la prima parte di un progetto che prevede la ricostruzione virtuale, basandosi su uno studio squisitamente scientifico, delle Terme com’erano in passato”.

È stata infatti creata un’app (in italiano e in inglese) sulle terme sia per Ios che per Android, quindi per IPhone, Ipad e Smartphone. È disponibile su Google play oppure scaricabile dal sito www.cataniaarcheologica.it. L’app, coniugando rigore scientifico e capacità comunicative, offre una nuova esperienza di visita del monumento consentendo di esplorarne ogni angolo, grazie alle tecniche tipiche dell’archeologia immersiva. A realizzare il progetto è stato un team multidisciplinare di archeologi, informatici e fotografi e il progetto di visita immersiva è stato illustrato da Danilo Pavone e Alessio Iabichella. Il costo complessivo dell’operazione è stato di poco meno di 40.000 euro, risorse previste all’interno del Pon DICeT LivingLab Di Cultura e Tecnologia Smart Cities and Communities and Social Innovation finalizzato alla valorizzazione del patrimonio culturale della città di Catania.

Nel corso della conferenza stampa il sindaco Bianco ha sottolineato l’importanza della sinergia anche con altri soggetti, primo fra tutti la Sovrintendenza, per il rilancio dei beni culturali di Catania come l’anfiteatro romano, ricordando come con il Cnr “si stia realizzando una struttura per la visita virtuale della città sempre più interessata a conoscere e a far conoscere la propria magnifica storia anche ai turisti”.

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“Stiamo provando a valorizzare – ha detto l’assessore Licandro – ciò che in pochi conoscono. Va sottolineato tra l’altro che Catania è, dopo Roma, la maggiore città italiana per importanza di siti archeologici romani. La più bella vittoria è stata comunque la presenza di un’autentica folla venuta a visitare, per l’inaugurazione, le Terme Achilliane, a dimostrazione di come l’interesse per la cultura sia in costante crescita a Catania”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti, il Sindaco ha ricordato come la Soprintendenza abbia già chiesto alla Regione di aderire alla Catania Card ideata dal Comune, presentata pochi giorni fa e che entrerà in funzione nei primi di febbraio e come altre istituzioni – per esempio l’Università che ha inserito l’ex Convento dei Benedettini e l’Orto Botanico – già abbiano aderito e facciano parte del circuito. La visita alle Terme, peraltro, ne fa già parte perché il bene è gestito dall’Arcidiocesi che ha aderito al progetto.

Le strutture dell’impianto termale, costruito nel II secolo d.C. e ancora ben conservate, scoperte nel XVI secolo e messe in luce nel 1767 da Ignazio Paternò Castello Principe di Biscari, sono state ora dotate di un nuovo sistema d’illuminazione a basso impatto ambientale sviluppato con tecnologie led di ultima generazione. La nuova illuminazione, curata e diretta da Marzia Paladino con la collaborazione del team di ricercatori e tecnici dell’Ibam, è stata inserita fra gli eventi dell’International Year of Light and Light-based Technologies 2015, un’iniziativa sostenuta dall’Unesco.

Attraverso lo studio degli angoli di emissione della luce, della distanza, dei flussi e dell’intensità luminosa, è stato possibile ottenere una corretta percezione dei colori e dei contrasti cromatici. La precisione dei led utilizzati permette ora di distinguere in modo più chiaro anche le diverse stratificazioni nella costruzione dell’edificio. Inoltre, permette di creare, tra giochi e alternanze di ombre, ambienti dal diverso impatto emotivo.

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13 Gennaio 2015, 19:54

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