PALERMO – L’anestesista Alberto Miraglia e il chirurgo Giovanni Spinnato sono stati assolti dall’accusa di omicidio colposo. Secondo il giudice per l’udienza preliminare Paolo Magro – gli imputati avevano scelto di essere giudicati con il rito abbreviato – , i due medici non ebbero alcuna responsabilità per il decesso di Candida Giammona, 39 anni, e del bimbo che aveva appena partorito nel 2021 alla clinica Candela. Sotto processo con il rito ordinario restano tre ginecologi: Laura Carlino, Salvatore Bevilacqua e Maria Genova.
La vicenda Giammona
La donna, già madre di una bambina (nata sempre alla Candela), secondo l’accusa, non avrebbe ricevuto l’assistenza necessaria per prevenire e poi evitare il peggio. La gravidanza era andata avanti senza alcuna preoccupazione. Alla fine però fu necessario un parto cesareo d’urgenza. Inutile il trasporto di mamma e neonato all’ospedale Buccheri La Ferla, nel tentativo disperato di salvarli.
Le accuse della Procura
Secondo la ricostruzione della Procura, se il parto cesareo fosse stato eseguito prima, madre e figlio avrebbero potuto sopravvivere. Almeno la madre, se la paziente dopo le gravi complicazioni fosse stata sottoposta ad un’isterectomia, avrebbe potuto farcela.
La difesa della clinica
Dalla direzione sanitaria dissero che si era trattato di “un evento imprevedibile. La paziente – sottolinearono – non aveva alcuna patologia pregressa. La sua era una ‘presentazione clinica’ che può essere comune alle donne in gravidanza, ma che in modo estremamente raro può sfociare in una coagulazione intervascolare disseminata, ovvero la Cid”.
Sarebbe stata questa la complicanza sopraggiunta durante il parto, che avrebbe poi provocato anche la nascita in sofferenza del piccolo. “Una condizione legata all’evento della gravidanza – precisarono ancora – solitamente tenuta sotto controllo, ma in questo caso davvero imprevedibile, al punto da provocare una serie di eventi drammatici in sala operatoria”.
Al contrario la Procura (e poi anche il giudice per le indagini preliminari che stabilì il rinvio a giudizio) ritiene che si sia trattato di un errore medico. La posizione di Miraglia e Spinnato si è separata dagli altri imputati con la scelta del rito abbreviato.
Gli avvocati della difesa Sergio Monaco, Gianfranco e Francesco Viola hanno sempre sostenuto che ai due medici non poteva essere imputata alcuna colpa visto che erano stati allertati in una fase in cui ormai non c’era più nulla da fare per la paziente e il neonato. Una tesi confermata anche dai periti.

