Maesano avvisato, le intercettazioni: |“A novembre tu sarai arrestato”

Maesano avvisato, le intercettazioni: |“A novembre tu sarai arrestato”

Secondo i magistrati l'ex sindaco Maesano sapeva che sarebbe stato arrestato. Oggi il Riesame ha disposto i domiciliari per Maesano e Barbagallo. LE INTERCETTAZIONI.

l'inchiesta
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CATANIA. Ascenzio Maesano, l’ex sindaco di Aci Catena in carcere per le tangenti sugli appalti, sarebbe stato informato del suo imminente arresto: questa mattina, intanto, il Tribunale del Riesame ha disposto per lui ed il consigliere Barbagallo i domiciliari. Erano in carcere dallo scorso 10 ottobre per corruzione.

LE INTERCETTAZIONI. Esattamente un mese prima del fermo le cimici della Dia di Catania intercettano, nell’auto di Ascenzio Maesano, una conversazione tra l’allora primo cittadino di Aci Catena e il consigliere comunale Teresa Maria Grazia La Rosa. Quest’ultima rivela a Maesano che di lì a breve sarebbe stato arrestato. E’ la mattina del 6 settembre scorso.

La Rosa Teresa: “ma la cosa più importante che mi preme dirti non è questo, E’ IL DISCORSO dice (Agata) CHE A NOVEMBRE TU AVRAI….TU SARAI ARRESTATO”

Maesano: “e va bene…”

La Rosa Teresa: “Io questo tengo a sottolinearti, che mi ha detto…di tutto questo discorso…tengo a sottolineare che lei mi ha detto questo particolare. Tu vivilo…cioè prendilo per come te lo sto dicendo, punto”

Maesano: “…..e se mi arrestano mi arrestano, così è…che ci posso fare, mi faccio…un paio di giorni di carcere…ma sicuramente lei non fa il Sindaco anche se mi arrestano”.

E’ la stessa ordinanza del gip a fornire maggiori chiarimenti. Nel corso dell’udienza di convalida Maesano avrebbe chiarito che “la citata “Agata” è Agata Maiorca, già assessore al Comune di Aci Catena, moglie dell’ex giudice (ora avvocato) Foti che starebbe seguendo la causa di separazione di La Rosa Teresa”. Leggi la replica di Agata Maiorca.

Ma questa non sarebbe stata l’unica avvisaglia giunta all’indagato. L’8 settembre, sempre all’interno dell’auto di Maesano, è un certo Giuseppe Panebianco a comunicare all’ex sindaco di aver saputo “che alcuni amministratori della stessa giunta comunale di Aci Catena sarebbero oggetto di particolari attenzioni da parte dell’A. G. e che la stessa abbia autorizzato delle intercettazioni ambientali (a bordo di autovetture)”. L’interlocutore, si legge ancora nell’ordinanza, avrebbe quindi consigliato ad Ascenzio Maesano di evitare conversazioni, in particolare con alcuni soggetti.

E infine, il 28 settembre, durante un’altra conversazione, l’ex primo cittadino viene ancora avvisato di un’indagine in corso.

Leotta Mario: “C’è l’ingegnere Rizzo che mi ha detto <Diglielo ad Ascenzio che guarda che quelli della Procura…che lo stanno denunciando>, “Niente…, quello lo sa” (risposta di Leotta) perché gli ho detto “siccome la strada è lunga…(inc) non è che quello è scemunito…. <No, io lo so che non è scemunito, però lui si deve guardare>, “Lo sa quello che deve fare”.

Poi, si legge nell’ordinanza, “Leotta abbassa il tono della voce, si percepisce che lo stesso riferisce della campagna preelettorale di Maesano, affermando che lo stesso “Va come il vento”, continuando Leotta dice: “Lui dice che secondo lui…è una certezza neanche fosse lui il magistrato che dovrebbe decidere”.

L’UDIENZA – Il collegio difensivo, composto da Giuseppe Marletta e Vincenzo Mellia, per il primo, e da Orazio Consolo e Giuseppe Di Mauro, per il secondo, ha chiesto ai giudici l’inutilizzabilità delle intercettazioni captate nell’automobile dell’ex primo cittadino, poiché disposte per un altro procedimento, e la concessione degli arresti domiciliari, perché mancherebbero le esigenze cautelari. Non vi sarebbero, secondo la difesa, né pericolo di reiterazione del reato, in quanto entrambi si sono dimessi dai rispettivi ruoli, né pericolo di inquinamento probatorio. Su quest’ultimo punto avrebbero invece insistito, nella richiesta di conferma della custodia cautelare in carcere, i pubblici ministeri Pasquale Pacifico e Barbara Laudani. Ma per il collegio difensivo, invece, dalle intercettazioni successive alla presunta spartizione della tangente, si evincerebbe chiaramente come nessun atto sarebbe stato compiuto, nonostante gli indagati fossero ormai a conoscenza dell’inchiesta in corso, per inquinare le prove. Ascenzio Maesano avrebbe inoltre fissato la propria abitazione, in caso di concessione della misura meno afflittiva, in un comune distante da Aci Catena, circostanza che, sempre secondo la difesa, eviterebbe ogni possibilità di inquinamento delle prove.

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