PALERMO – L’ultima intercettazione è del 6 marzo scorso. E si parla ancora una volta del sostegno elettorale che l’imprenditore, mafioso e massone, Carmelo Vetro e l’imprenditore messinese Giovanni Aveni si dicevano pronti a garantire per le campagne elettorali di Salvatore Iacolino o dei suoi familiari.
La Procura di Palermo ha depositato una nuova nota al Tribunale del Riesame prima che venisse annullato il sequestro dei soldi – poco meno di 90 mila euro – restituiti al dimissionario manager del Policlinico di Messina. Non si conoscono ancora le motivazioni, ma i pubblici ministeri Gianluca De Leo, Bruno Brucoli e Maria Pia Ticino insistono nel ritenere che ci fosse un patto illecito fra Vetro e Iacolino. Il primo è stato arrestato per corruzione assieme al dirigente regionale Giancarlo Teresi, il secondo è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione
Un passo indietro. Il 23 gennaio 2026 Vetro e Aveni discutono della questione dell’accreditamento della Arcobaleno srl di Aveni con l’Asp di Messina per la quale è stato chiesto un aiuto a Iacolino, che avrebbe fatto pressioni sui vertici dell’Azienda sanitaria quando era ancora alla guida del dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato regionale alla Sanità.
Le notizie sui Messina sono positive e Aveni dice a Vetro: “Io, gli devi dire (a Iacolino ndr), che lo sostengo economicamente io ovunque lui è o Lega o… parte della campagna gliela finanzio solo io dico mi può fare solo piacere… sono fuori sacco Ecco diciamo”.
Vetro guarda avanti, convinto del successo di Iacolino: “… ma poi lui… si chiama sempre quelle venti persone: devi fare sta cosa… si chiama sempre quelle venti persone ho fatto una scelta come siamo combinati?”.
Il 31 gennaio Vetro e Iacolino si incontrano al bar Queto di Agrigento. Il mafioso di Favara con una condanna già scontata alle spalle prende l’argomento delle prossime elezioni amministrative e regionali. Gli investigatori della Sisco di Palermo, della Dia e della squadra mobile di Trapani annotano che “Iacolino in quel periodo promuoveva la candidatura del figlio Luca ad Agrigento”.
Carmelo Vetro confida all’ex manager della sanità di avere ricevuto una notizia: “lo le devo fare una confidenza poi la valuta lei, non mi piace farlo però da amico che ci tengo a dirlo in modo tale che lei sappia come fare”.
Vetro ha saputo di uno spostamento del figlio nella Lega, salvo poi contrapporlo con un candidato forte: “Dice gli facciamo credere che lui passa alla Lega… il risultato vincente e poi all’ultimo gli piazziamo il candidato di una lista”. Una manovra per bloccare il successo di Iacolino che risponde: “… presto capiremo non è questa la preoccupazione, intanto incassiamo il risultato di Messina e poi di questo ne parliamo”. Nel frattempo però Vetro fa sapere a Iacolino che assieme ad Aveni “noi siamo disponibilissimi”.
Nei giorni successivi Vetro parla dello steso argomento con il cognato Antonino Lombardo chiarendo la confidenza fatta a Iacolino: “E se invece ti dico che lui se ne andrà con la Lega? E gli danno in mano il partito? Il partito di Lombardo ad Agrigento lo va a gestire Angelino Alfano, tu ci puoi credere?… con Luigi Gentile… e lui se ne va con la Lega”.
Vetro prosegue con le informazioni che riferisce di avere ricevuto: “Gianfranco Miccichè rientra in Forza Italia a tutta carica e ci mettono il nome di un altro e fanno Margherita Ruvolo e Riccardo Gallo, Micciché ad Agrigento. A Totò Iacolino se lo vogliono vogliono togliere di mezzo ai coglioni e gli danno la Lega in mano hai capito… se lo vogliono cutuliare”.
Vetro aggiunge che “Carmelo Pullara (ex deputato ed ex manager della sanità ndr) vuole fare questa azione… Carmelo Pullara ad oggi porta 3.000 voti perché lui non è più in condizioni di ammuttare e ha tremila voti… loro vogliono fare che gli fanno apparire che il partito Lega lo gestisce Totò Iacolino per poi metterci un candidato forte e fotterlo… però loro non si rendo conto chi è Totò Iacolino quello dove arriva rompe secondo me la prima volta ce la potrebbe pure spuntare”. Millanta conoscenze che non ha o è davvero informato?
Il 6 marzo scorso Aveni ribadisce la propria intenzione di finanziare le future campagne elettorali che vedranno protagonisti Iacolino e i suoi familiari. Fa un “esplicito riferimento – annotano gli investigatori – ad una precedente somma già consegnata a Vetro e destinata a Iacolino e si dice disponibile a replicare lo ‘stesso taglio ultimo di questo lo faccio se lui…. per questo dico gli voglio dare così ora… siccome ci sono le elezioni regionali”. “Nessun patto corruttivo, solo millanterie”, hanno sempre replicato con decisione gli avvocati di Iacolino.

