CAGLIARI – Dopo il passaggio della tempesta Harry, che ha causato enormi disagi alla Sardegna, alla Sicilia e alla Calabria, è tempo di fare la conta dei danni che, purtroppo, non sarà breve.
“In Sicilia ci sarà veramente da lavorare per rimettere a posto anche se, in realtà, sono tante le opere da mettere in campo, c’è da fare il ripristino della viabilità, delle linee ferroviarie che sono state interessate, in alcune situazioni c’è da fare addirittura il ripristino delle superfici degli elicotteri che sono state danneggiate dagli eventi, e non ci dobbiamo dimenticare un elemento fondamentale che è legato ai porti e agli approdi delle isole minori che sono state quasi tutte danneggiate”, lo ha detto il capo del dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, a Cagliari durante una visita sulla spiaggia del Poetto.
“Abbiamo la necessità di ripristinare quanto prima questo tipo di infrastrutture per consentire ovviamente il raggiungimento dei mezzi di trasporto che, da un lato portano ovviamente persone, ma dall’altro fanno attività commerciale, conferimento dei rifiuti, farmaci, carburanti e tutto quello che all’interno di un’isola piccola è necessario far arrivare dalla terraferma o dall’isola maggiore – ha aggiunto – questo diventa strategico soprattutto quindi quando devi rifinire con tempestività questi danni infrastrutturali importanti”.
“Con questi sopralluoghi nel sud Italia facciamo una valutazione di carattere tecnico per definire l’istruttoria per lo stato di emergenza nazionale, che poi viene sottoposta alla valutazione politica del Consiglio dei Ministri. Ma è di tutta evidenza che il presidente del Consiglio dei ministri e tutti i ministri si sono espressi in questa direzione”.
L’importanza della prevenzione
“In questa situazione c’è stata sia previsione che prevenzione, perché è stato un fenomeno molto importante, grandemente impattante sui territori che era stato previsto con i sistemi di allerta meteo che hanno dato la possibilità attraverso i centri funzionali regionali e i centri funzionali del Dipartimento della Protezione Civile di prepararsi. Inoltre, c’è stata la prevenzione sul territorio per la salvaguardia della vita umana e non si è registrato né un morto né un ferito”. Lo ha detto il capo dipartimento della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano, nel sopralluogo a Cagliari, dopo il ciclone Harry.
“Il 90% della protezione civile dovrebbe essere prevenzione e previsione per i fenomeni prevenibili, soltanto il 10% dovrebbe essere riservato all’emergenza, però in realtà certe volte si sovverte completamente – ha aggiunto Ciciliano – Un Paese maturo è quello che va verso la prevenzione e non sicuramente verso la gestione dell’emergenza, che comunque deve esistere perché le contingenze non si potrebbero affrontare”.

