Milazzo: “Chi vota per Romano? | Vuole morto Micciché” VIDEO

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21 Maggio 2019, 23:28

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“Non è un giudizio personale, si tratta di persone rispettabilissime. Ma…”. Con queste parole inizia un filmato che sta facendo il giro dei cellulari. E sta facendo discutere. A parlare è Giuseppe Milazzo, uno dei candidati alle Europee tra le file di Forza Italia. E il filmato documenta l’ennesima “tensione” tutta interna alla lista azzurra, dopo il video in cui Gianfranco Micciché, leader in Sicilia del partito, ha criticato (per poi scusarsi) il candidato sardo Salvatore Cicu e ha definito Gaetano Armao “un ex assessore”.

Le parole del capogruppo all’Ars sono molto aspre: “… ma questi – dice Milazzo intervenendo a una riunione a Catania – cosa c’entrano con Forza Italia? Sono ospiti. E oggi si muovono per ammazzare Miccichè. Chi vota Romano, per quello che dice Romano in giro, vogliono morto Micciché, vogliono morto me. Dicono di non votare per me perché vogliono morto Micciché. E io che ho avuto mantenuto l’impegno da parte di Micciché e di Berlusconi, instancabilmente mi cerco i voti. Potrò dire il 26: come finisce, finisce. Vi aspetto all’assemblea e nel partito, perché sono il capogruppo”.

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C’è poi lo spazio per rivendicare la “fedeltà” al partito: “Io sono rimasto qua – ricorda Milazzo – a spaccare pietre anche quando eravamo in bassa fortuna. E ho aspettato il mio momento. Forza Italia non è un partito che si può scalare. Giorno 26 ne accadranno delle belle. Perché poi si presenterà il conto e si faranno le valutazioni di carattere politico. Non si può dire in giro: noi dobbiamo prendere un voto in più – pure nei messaggi lo scrivono – perché dobbiamo prenderci il partito. Il partito è la nostra storia, un raggruppamento di valori”.

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Segue poi un appello ai presenti, compreso Carlo Castiglione, figlio dell’ex alfaniano Giuseppe: “Dovete evitare – dice Milazzo – di distruggere Forza Italia: loro come hanno distrutto i loro partiti distruggeranno il nostro. E noi lo dobbiamo difendere. La partita ce la giochiamo qua, a Catania, non a Palermo. Si è fatto un bordello per il palermitano, come se Romano fosse di Misterbianco. Un bordello per il palermitano, e ora tutti votano Romano. Questa è la contraddizione delle contraddizioni. Se non venisse eletto quello che sarebbe il parlamentare europeo più giovane d’Italia sarebbe un sacrilegio”.

Milazzo poi allarga il discorso, chiamando in causa l’ex presidente della Regione: “Se Cuffaro fosse eleggibile – dice – lo voteremmo tutti presidente della Regione, ma ormai non può più dare niente, è un miraggio negativo, anche se io lo stimo come persona. Le cortesie le può chiedere a titolo personale, non può più creare futuro politico. Non sono offese. – precisa Milazzo – io parlo di futuro politico. Questi non hanno prospettiva politica. Io lavoro per durare vent’anni. Se noi il 26 vinceremo ci sarà la nuova Forza Italia. Non la Forza Italia tramontata e passata. Con quale faccia parlano di futuro quando hanno fatto i presidenti della Regione, i ministri dell’Agricoltura, e non hanno fatto niente. Non c’è niente girando per la Sicilia. Sono loro i veri responsabili dei disastri e delle tragedie della Sicilia. Dovrebbero stare zitti e a casa. Io – prosegue Milazzo – sono all’Assemblea. E non facciamo mai norme per creare lavoro. Facciamo norme solo per pagare le cose che ci hanno lasciato loro. Tutti carrozzoni, tutti. E paghiamo ancora. La Regione ha due mutui che gravano su di noi, per loro. Questi si stanno mettendo per massacrarci a tutti. Già si stanno organizzando”.

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