CATANIA – Mirenda lascia Grande Catania. Una decisione che comunica lo stesso consigliere con una nota e che è maturata dopo attente riflessioni. Si ingrossa così il Gruppo Misto che acquista un altro elemento. Di seguito quanto inviato alla stampa. “Il sottoscritto consigliere comunale Maurizio Mirenda lascia la coalizione “Grande Catania” ed entra a far parte del Gruppo Misto in seno a Palazzo degli Elefanti. Una scelta non improvvisa ma frutto di un’attenta valutazione che ha portato ad una maturazione tanto dolorosa, nei confronti dei miei referenti politici, quando necessaria. Lascio la coalizione ma resto fermo nella mia collocazione politica. In questo momento difficile per Catania è giusto ed importante adoperarsi per risolvere i problemi della gente. E la politica dell’attuale sindaco non risponde affatto a questi requisiti come ho più volte denunciato. La mia scelta, quindi, rappresenta un avvicinamento sempre più attento a quei valori politici ed umani in cui ho sempre creduto. Ringrazio i miei vecchi colleghi di coalizione per aver appoggiato le mie battaglie intraprese per il bene della città ma è evidente che non posso più restare in un gruppo in cui non condivido più la linea politica”.
La nota. “Il coordinamento politico di Grande Catania, prende atto con sollievo della fuoriuscita del Consigliere Comunale Maurizio Mirenda. Non poteva essere assecondata la sua pretesa di finanziare i suoi patronati. Ai suoi nuovi padroni di casa raccomandiamo: mano al portafoglio”.
La replica del consigliere Mirenda: “In relazione alle notizie false e calunniose che tendono a ledere la mia onorabilità e moralità, proveniente da un non meglio identificato coordinamento di “Grande Catania”- di cui sconoscevo fino ad ora perfino l’esistenza- ritengo opportuno dover affidare ai miei legali ogni valutazione a tutela della mia persona. Ribadisco che la mia decisione, legata alle dimissioni dalla coalizione di “Grande Catania”, è legata ad un avvicinamento sempre più attento a quei valori politici ed umani in cui ho sempre creduto. I miei colleghi in consiglio conoscono il mio percorso politico e il mio lavoro svolto in 16 anni di appartenenza al gruppo. Dichiarazioni simili mi sembrano molto strane, anche perché, dietro a queste, non c’è una firma o un persona fisica ben definita che ci metta la faccia. Esattamente il contrario di quello che sempre ho fatto io in tutti questi anni lavorando costantemente per il bene della città. Ribadisco, quindi, che fino a oggi i miei patronati sono stati finanziati personalmente, se questi “signori” hanno i documenti diano prova del contrario, cosa che io farò. Peraltro, io non li chiamerei neanche patronati. Sono centri sociali di riferimento nei quartieri, a disposizione dei cittadini”.

