CATANIA – A seguito dell’avvio della procedura di mobilità per i 130 lavoratori della società “Multiservizi” , scattata seguito della riammissione al lavoro di oltre 160 ex dipendenti provenienti dalla “Dusmann”, Cgil, Cisl e Uil, insieme a Filcams, Fisascat e Uiltrasporti, dichiarano di essere molto preoccupati per le sorti dell’azienda che rischia di chiudere l’anno con il bilancio in forte passività. L’annuncio della procedura di mobilità è stato comunicato a Cgil, Cisl e Uil, nelle settimane scorse; i sindacati hanno immediatamente provveduto a rispondere alla richiesta di esame congiunto per il quale sono state convocate il 18 settembre per aprire la discussione con gli amministratori della società. La situazione – già paventata nel mese di giugno – in queste settimane non ha registrato miglioramenti anche perché a fronte dei reintegri, i servizi appaltati con il Comune di Catania sono rimasti invariati.
È dunque necessario predisporre un nuovo Piano industriale finalizzato alla razionalizzazione delle risorse, comprendente la riorganizzazione dell’intero organigramma ma le tre sigle hanno già chiesto, nel corso di un incontro che ha preceduto la procedura di mobilità, di salvaguardare comunque i livelli occupazionali, in tutti i modi e con gli strumenti possibili, anche legati ad ammortizzatori sociali.
Cgil, Cisl e Uil, d’accordo con la necessità di una riorganizzazione che serva ad aumentare la produttività della società per garantirne il futuro e l’efficienza, chiederanno soluzioni alternative, atte a scongiurare qualunque licenziamento; soluzioni che potrebbero passare dai prepensionamenti, sino al trasferimento ad altre società nel panorama comunale. “Siamo fiduciosi che un bacino occupazionale così importante non possa essere stroncato con un numero così elevato di mobilità – sottolineano i rappresentati sindacali- Il nostro obiettivo è quello di costruire un percorso che veda questa partecipata rinnovarsi nella operativita’ ed efficienza dei servizi che presta, allo scopo di migliorare i servizi e salvaguardando il lavoro di tutti i lavoratori in forza ad oggi”.

