"Non mi candido alle primarie| Cammarata? La colpa è del Consiglio..."

“Non mi candido alle primarie| Cammarata? La colpa è del Consiglio…”

PALERMO 2012, GIUSEPPE MILAZZO (PDL)
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Il suo nome è stato annoverato nella rosa dei possibili candidati per le primarie del centrodestra, che si terranno a Palermo il 18 marzo. Ma Giuseppe Milazzo, consigliere comunale del Pdl e fedelissimo dell’ex sindaco Cammarata, nega di essere interessato a correre per la carica di primo cittadino e difende a spada tratta l’amministrazione Cammarata: “E’ stato fatto tutto il possibile – dice Milazzo – se qualcosa non ha funzionato, è da imputare a Sala delle Lapidi”.

Consigliere Milazzo, si candiderà alle primarie?
“No, non mi sono mai autocandidato alle primarie. Mi candiderò solo per il consiglio comunale”.

Il 18 febbraio sarà la volta del congresso provinciale del Pdl. Sarà il momento per misurare i rapporti di forza fra i big del partito?
“Il Pdl è un partito unito e armonico, ci sarà un confronto democratico ma nulla di più. Un normale congresso, come in tutti i partiti”.

Condivide la scelta di ricorrere alle primarie?
“Certamente, anche se sono convinto che il partito individuerà una figura di alto profilo che saprà unire le varie posizioni e su cui far convergere la maggior parte dei nostri elettori per rappresentare gli interessi di tutti. I nostri segretari sapranno trovare una figura per unire”.

Ma allora a che servono le primarie?
“Servono per unire e non per dividere. Sono uno straordinario strumento di partecipazione, ma non possono diventare quel che sono diventate nel centrosinistra, in cui ognuno si candida come in un condominio”.

Chi vorrebbe si candidasse per le primarie?
“Silvio Berlusconi (ride, ndr)”.

Cosa pensa delle candidature di Pippo Enea e Marianna Caronia?
“Il centrodestra è democratico, ma penso che il candidato sindaco debba essere espresso dal Pdl. Ma questa è una mia personale opinione. Se emergeranno candidature avutorvoli, il Pdl le terrà in debita considerazione”.

Lei è sempre stato considerato vicino a Cammarata. Che giudizio dà della sua amministrazione?
“Uno dei grandi risultati di cui possiamo andare fieri è quello di avere mantenuto i conti in ordine, attraverso una politica virtuosa che, nonostante i tagli progressivi agli stanziamenti regionali e nazionali, ha comunque garantito i lavoratori. Questo non dobbiamo mai dimenticarlo. E’ vero, è stata tagliata in parte la spesa sociale e quella per la cultura, ma tutti i comuni lo hanno fatto. Basti guardare i bianci delle altre città che, pur non avendo i nsotri precari, non hanno fatto chissà quali spese. Ci vogliono 100 milioni di euro, forse di più, per il 2012, ma non per garantire le normali spese ma per degli extra di cui il comune ora si deve fare carico”.

Ma non pensa che sia stato commesso qualche errore in questi dieci anni?
“Le faccio un’altra domanda: perché oggi dovrebbero arrivare 130 milioni e invece durante l’amministrazione Cammarata quelli che c’erano dovevano bastare? Qualunque sindaco o commissario dovrà aumentare le tasse o tagliare la spesa e i servizi. Non ci sono altre vie. Qualcuno vuole licenziare i lavoratori? Se qualcuno pensava che Cammarata dovesse mandarli a casa, adesso Cammarata non c’è più: prenda l’iniziativa e licenzi qualcuno”.

Ma è anche vero che di soldi da Roma, in un decennio, ne sono arrivati parecchi…
“Infatti, l’aver avuto accanto il governo nazionale è uno dei grandi vanti dell’amministrazione comunale. Ma erano entrate una tantum, impegnate tutte, invece oggi con questi tagli non si può fare più niente. Per Amia non ci sono problemi, per Gesip fino a marzo c’è una soluzione. Chi ha in mano le sorti del comune ha tutto il tempo di pianificare il futuro dell’azienda. Lombardo e Monti facciano la loro parte. Non voglio criticare il commissario, al quale va tutto il mio apprezzamento, ma mi rivolgo ai consiglieri dell’Mpa che proponevano la holding come la panacea di tutti i mali, e a Ferrandelli che proponeva l’internalizzazione della Gesip o di aumentare le ore ai precari: le facciano ora queste cose, ora che il Pdl non è alla Regione o al comune. Ferrandelli chieda una mano a Cracolici. Tutte queste proposte sono rimaste per iscritto, le portino a Latella, Monti e Lombardo, così verranno risolti i problemi”.

Quindi Cammarata non ha sbagliato nulla…
“Cammarata ha fatto tutto quello che poteva fare, ha ascoltato i partiti, ha dato loro le poltrone ma ad affrontare i problemi è sempre stato da solo. Chi attacca oggi Cammarata, ha avuto rappresentanti in giunta e uomini nei cda fino all’ultimo giorno. Il sindaco si è trovato accanto solo Alfano, Romano, Schifani, Letta e Berlusconi, ma altri autorevoli esponenti del mio partito no, vedo una certa incoerenza. Altri non hanno fatto tutto il possibile. Chi oggi con una certa arroganza vuole subentare a Cammarata, affronti i problemi come ha fatto l’ex sindaco, con cui i lavoratori non sono mai stati un mese senza stipendio, né è stato assunto nessuno”.

Veramente, le fila dei precari sotto Cammarata si sono ingrossate…
“Sì, ma parliamo di poche persone, niente a confronto degli oltre 6000 precari che abbiamo ereditato. D’altronde, Amia non ha problemi di bilancio, il problema è Gesip. Però, di fronte a queste emergenze, ci dobbiamo unire: ho dato la mia disponibiità al commissario, non faremo ostruzionismo per trovare le giuste soluzioni. Il commissario potrà contare sul nostro appoggio. Il mio attacco non è rivolto al commissario, ma a chi ha fatto demagogia solo per candidarsi alle primarie. Oggi si candidano come il nuovo e sono stati al suo fianco per anni”.

Insomma, non sono stati fatti errori e la colpa non è di nessuno…
“No, il consiglio comunale ha sempre brillato per inefficienza e la colpa dei malfunzionamenti in città è proprio del consiglio, che sugli atti importanti come il Peep, il Put e i gazebo ha deciso ancora di non decidere, rinviando continuamente. Il consiglio ha la competenza sulla programmazione e quindi un’Aula che non riesce a programmare nulla, come può avere una città all’avanguardia? La delibera quadro sulle circoscrizioni, per esempio, non è mai stata fatta. La rilancerò io per miglirare la città e responsabilizzare i parlamentini di quartiere. Il consiglio ha anche bocciato la delibera per il cimitero dei Ciaculli, un atto gravissimo, anni di lavoro degli uffici andati persi. L’atto, uscito con parere favorevole dalla commissione Urbanistica, è stato bocciato da chi ha dato parere favorevole in commissione. E mi si dice che il colpevole è sempre Cammarata. Oggi abbiamo problemi con i rifiuti per la riforma degli Ato, che ha funzionato malissimo e l’ha fatta Capodicasa. Non certo Cammarata”.


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