Nuovo caso Nicole, muore neonato |Mancavano i posti letto

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28 Febbraio 2015, 13:54

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CATANIA- Da Bronte a Siracusa a Messina per mancanza di posti letto in terapia intensiva a Catania. C’è un nuovo caso Nicole alle falde dell’Etna, l’ennesimo, possibile, caso di malasanità. L’ultima vittima si chiama Mattia, i genitori sono sconvolti dopo un calvario durato 30 giorni a cavallo di 3 ospedali. Affiancati dal noto penalista Dario Pastore hanno presentato un esposto in Procura .

BRONTE. Il calvario del piccolo Mattia è iniziato, secondo quanto denunciato da genitori, all’ospedale di Bronte dove non sarebbe stata diagnosticata un’infezione che ha causato, nel giro di pochi giorni, un parto prematuro. Per partorire, la signora è stata trasferita da Catania a Siracusa, ospedale Umberto Primo. Non c’erano posti in terapia intensiva a Catania. La storia si ripete.

SIRACUSA. “Il piccolo resta in terapia intensiva a Siracusa fino al 25 febbraio -spiega a LivesiciliaCatania l’avvocato Dario Pastore- giorno in cui il primario di Siracusa comunica che è necessario il trasferimento al Policlinico di Messina per effettuare una terapia ossidonitrica che a Siracusa non poteva essere fatta”. All’improvviso le condizioni del bambino si aggravano.

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MESSINA. Arrivato a Messina il 25 febbraio, i medici avrebbero scoperto -secondo la ricostruzione della difesa- che i problemi respiratori “non erano la causa principale della gravi condizioni del bambino, che aveva in corso una grave acidosi metabolica”.

Dopo aver cambiato 3 ospedali e percorso quasi 300 chilometri in cerca di un luogo idoneo in cui essere curato. “Potrebbe essere un caso di malasanità – afferma l’avvocato Pastore – noi vogliamo sia fatta chiarezza, a tutti i livelli. Abbiamo chiesto il sequestro della salma, che è all’obitorio del Policlinico di Messina, e che sia disposta l’autopsia”.

 

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28 Febbraio 2015, 13:54

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