TERMINI IMERESE – Dopo “L’ora legale” di Ficarra e Picone, Termini Imerese si trasforma nuovamente in set cinematografico. Sono iniziate le riprese del film di Giovanni Calvaruso “Vite da Sprecare”, coprodotto dalla Tramp Limited Srl e dalla Social Movie Production di Aenne Press Spa in associazione con la Arteservice Srl. “Vite da sprecare” si svolge in Sicilia agli inizi del 1976 e intende raccontare quella che è passata tristemente alla storia come la “strage di Alcamo Marina”, in cui furono barbaramente assassinati due giovani carabinieri.
“Il film – si legge in una nota di Giuseppe Nangano, amministratore della Social Movie Production – vuole essere innanzitutto la storia della morte di quei due uomini: l’appuntato Salvatore Falcetta di 35 anni e il carabiniere semplice Carmine Apuzzo di appena 19 anni ed anche e soprattutto la storia di altri cinque uomini ingiustamente accusati del delitto e costretti a confessare sotto atroci torture un crimine che non hanno commesso e per il quale sono stati condannati e hanno anche scontato oltre 20 anni di prigionia, scagionati dopo tutti questi anni grazie alla confessione di uno dei Carabinieri presente durante le torture. Due di questi uomini (Giuseppe Vesco e Giovanni Mandalà) sono defunti in circostanze tragiche negli anni successivi alla strage mentre gli altri tre (Enzo Ferrantelli, Gaetano Santangelo e Giuseppe Gulotta) sono ancora vivi e, dopo essere stati definitivamente assolti da quelle infamanti accuse, hanno deciso di raccontare ciò che realmente accadde durante quegli indimenticabili e terrificanti interrogatori”.
Le tragiche vicende di quella che è passata alla storia coma la “strage di Alcamo Marina” ricorre il 42° anniversario. Nel cast gli attori Cesare Biondolillo, Sergio Vespertino, Maurizio Bologna, Paride Benassai, Filippo Luna, Vincenzo Ferrera, Alessandro Agnello, Alessio Barone, Fulvio Emanuele e Antonio Pandolfo. Le riprese si svolgeranno per tre settimane tra Alcamo, Termini Imerese, Aspra, Ficarazzi e Castellammare del Golfo. Il film è sostenuto anche dal Consorzio Trapanese per la legalità e lo sviluppo e dalla fondazione Giuseppe Gullotta.

