CATANIA – Resta in carcere Giuseppe Zuccaro, uno dei due indagati accusato dell’omicidio avvenuto in via Scuto Costarelli a Catania lo scorso 8 gennaio. Il Tribunale della Libertà ha annullato dopo il ricorso del difensore Francesco Marchese il capo d’imputazione sulla rissa e confermato nel resto l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Giancarlo Cascino. La conferma della misura cautelare da parte del Riesame era arrivata nei giorni scorsi anche per l’altro indagato, Dario Valle, difeso dagli avvocati Alessandro e Giorgio Antoci, che è finito in manette poche ore dopo la sparatoria avvenuta davanti la discoteca Onda Latina. I due sono accusati in concorso di omicidio e di due tentati omicidi. L’aggravante della premeditazione è caduta.
LA RICOSTRUZIONE DEGLI INQUIRENTI – La sparatoria, secondo quanto emerge dalla ricostruzione degli investigatori, è scoppiata dopo una lite per futili motivi all’interno della discoteca. Zuccaro e Valle mentre si trovavano nel locale avrebbero molestato alcune ragazze straniere causando la reazione dei rispettivi compagni. La lite sarebbe degenerata anche fuori dal locale intorno alle tre del mattino. Una ventina di minuti dopo l’alterco i due italiani – ipotizzano gli investigatori – si sarebbero allontanati e sarebbero tornati con due distinte auto: mentre Valle avrebbe attirato i ragazzi, Zuccaro avrebbe esploso i colpi di pistola da una vettura bianca ferendo mortalmente il romeno Fiorin Dinu. L’imprenditore quarantenne è stato individuato grazie alla testimonianza di una donna che lo ha riconosciuto mentre era al Vittorio Emanuele dove si era recato per medicare un’ecchimosi facciale. Zuccaro è riuscito a sfuggire all’arresto per alcuni giorni grazie all’aiuto di due conoscenti, che sono indagati a piede libero per favoreggiamento.
L’AUTO NERA E I PUNTI INTERROGATIVI – Il quadro indiziario cristallizzato dagli inquirenti è chiaro, però dalla lettura degli atti giudiziari emergono alcuni punti interrogativi. Il primo è l’orario del ferimento del romeno deceduto. Il medico nel reperto scrive che le ferite (all’addome, al fianco e alla gamba) mortali potrebbero risalire almeno due ore prima del decesso. Ma questo farebbe slittare l’ora della rissa dalle tre del mattino a mezz’ora dopo la mezzanotte. Dalla visione dei filmati della telecamera installata in viale Della Libertà che inquadra l’incrocio con via Scuto Costarelli si nota ad un certo punto un’auto nera che accede nella strada. Un particolare emerso dalle indagini difensive. Secondo gli inquirenti vi sarebbe stato “un accordo di fondo” tra Valle e Zuccaro per attrarre i protagonisti del litigio in discoteca in modo da essere un bersaglio facile alle pallottole. L’imprenditore quarantenne ha avuto una colluttazione con uno dei feriti proprio durante la sparatoria. Una persona consapevole che da lì a qualche minuto sarebbero arrivati gli spari mette a rischio la sua incolumità? E un altro dato: invece di andare al Vittorio Emanuele per farsi medicare, perché non si da alla macchia?
Intanto il dato concreto resta uno: l‘apparato accusatorio nei confronti dei due indagati, Zuccaro e Valle, ha retto davanti al Tribunale del Riesame.

