PALERMO – I suoi dipinti si trovavano al Carrousel du Louvre, prestigioso spazio espositivo situato sotto il museo parigino. La mostra, prevista dal 17 al 19 ottobre, è però durata soltanto due giorni, visto il clamoroso furto avvenuto la scorsa domenica nella Galleria di Apollo, dove quattro uomini sono riusciti a rubare gli otto gioielli del tesoro della Corona di Francia.
Un colpo dal valore storico inestimabile, avvenuto pochi minuti dopo l’apertura del museo. A raccontare quei momenti concitati, è Micaela Cometa Xerra, pittrice palermitana e unica siciliana, tra artisti di fama internazionale, presente all’esposizione collettiva Artbox Expo Paris 2025.
“Paura e incredulità”
“Per me un traguardo importantissimo, un sogno che si è realizzato, anche se l’ultimo giorno è andato in fumo. E’ stata ugualmente un’esperienza emozionante, in cui non sono mancate paura e incredulità per ciò che è successo”.
“Abbiamo pensato a un attentato”
L’artista si trovava in un’altra zona del museo al momento del furto: “Siamo stati avvisati circa venti minuti dopo, tutti urlavano ‘get out, get out’ e ancora ‘evacuate, evacuate’. Eravamo terrorizzati, non capivamo cosa stesse accadendo. Abbiamo inevitabilmente pensato a un attentato. La situazione internazionale è tesa su più fronti e, purtroppo, abbiamo temuto il peggio. Soltanto dopo si è sparsa la voce di un furto, che poi ci è stata confermata”.
Il furto al Louvre: “La folla correva e spingeva”
Il museo, dove già avevano fatto ingresso centinaia di visitatori, era affollato anche all’esterno, per i tanti turisti che quotidianamente sono in attesa del proprio turno. “Ci siamo diretti verso l’uscita – dice l’artista – la folla spingeva, in tanti correvano, a quel punto volevamo tutti allontanarci il più possibile. Momenti di grande paura, sembrava di vivere un film”.

“Fuori non c’erano controlli”
Il racconto prosegue: “Non è scattato alcun allarme nella zona in cui ci trovavamo, siamo stati presi alla sprovvista. Ricordo che la sera precedente, dopo avere trascorso la serata con alcuni amici, mi sono resa conto che intorno al Louvre non c’erano controlli. Non erano presenti forze dell’ordine, nonostante nel resto della città ce ne siano ovunque, anche in modo massiccio. Ho notato un cantiere, ma mi è sembrato strano che nessuno vigilasse”.
Il museo ha riaperto il 22 ottobre, dopo tre giorni di chiusura. Rilievi, indagini, accertamenti sui sistemi di sicurezza e accuse si rincorrono per risalire ai responsabili di quello che viene definito il “colpo del secolo”, per un valore stimato di 88 milioni di euro. “Davvero incredibile – commenta Cometa Xerra -. Spero un giorno di potere esporre nuovamente al Louvre, una vera e propria istituzione, uno dei luoghi più prestigiosi a cui noi artisti puntiamo durante il nostro lavoro”.

Unica siciliana tra artisti internazionali
L’artista palermitana è stata selezionata da Artboxy, in collaborazione con Swiss Art Expo e per l’occasione ha esposto tre opere: “Essence”, “The Door” e “N3”. “Ho scelto di vivere a Lanzarote, alle Canarie, dove creo le mie opere. Dopo essermi laureata in pubblicità all’Università di Palermo e aver viaggiato tanto per lavoro, mi sono resa conto che la mia vera strada era quella dell’arte. E’ una passione, è amore, è terapia per l’anima. Un lavoro che mi ha portato adesso al Louvre, dove ho pianto per l’emozione”.

“Emozione unica”
“Quando sono arrivata lì non credevo ai miei occhi – prosegue -. Le mie opere erano lì, tra tantissima gente, in un luogo magico, che sognavo. In questo periodo sto anche esponendo virtualmente le mie opere in una galleria di Berlino e, per beneficenza, anche a Madrid. Nei prossimi giorni parteciperò invece a una mostra a Roma. Nel frattempo, porto nel cuore i magici giorni parigini, nonostante il furto al Louvre e la strana avventura finale che ha concluso la mia esperienza”.


