Palermo, lite per il barbecue |Spara e uccide il vicino: fermato

Palermo, lite per il barbecue |Spara e uccide il vicino: fermato

L'ennesimo contrasto e il folle gesto. Il presunto omicida: "Subivo continue angherie".

In via Sferracavallo
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PALERMO – E’ stato fermato la scorsa notte in un magazzino alla Marinella a Palermo Pietro Billitteri, 60 anni, l’uomo che ieri sera avrebbe ucciso Cosimo D’Aleo, vicino di casa che abita al piano terra della palazzina in via Sferracavallo 130. L’indagato, dipendente della Rap, vive al primo piano della stessa palazzina e durante l’interrogatorio avrebbe confessato il delitto: “Il vicino faceva il barbecue per strada e impuzzava il mio terrazzo”. Secondo le prime indagini i due uomini litigavano sempre per questioni di vicinato mesi. Ieri Billitteri – anche secondo alcuni testimoni- si è lamentato del fumo che dalla strada saliva fino a casa sua poi è andato nel suo appartamento ha preso una pistola e ha sparato a D’Aleo. Quindi è fuggito a bordo della sua Ford Fiesta ritrovata in via Verne. I poliziotti l’hanno fermato con l’accusa di omicidio.

La confessione: “Continue angherie”

“Ero stanco delle continue offese e provocazioni che ero costretto a subire”. Ha confessato agli inquirenti l’omicidio del vicino di casa nella frazione di Sferracavallo a Palermo, Pietro Billitteri, 60 anni, dipendente della Rap. Ha detto che si era trasferito nella borgata marinara per stare tranquillo. Ma poi al culmine dell’ennesima lite ha sparato due colpi di pistola contro Cosimo D’Aleo, 43 anni, che sostiene gli ha reso “la vita un inferno”. Tanti i testimoni che hanno confermato i continui litigi tra vicini innescati spesso da D’Aleo, accusato in passato di rapina, aggressioni e violenze anche in famiglia. “Ci insultava e ci derideva ogni volta che passavamo io e mia moglie. Era una continua minaccia”, ha raccontato il dipendente dell’azienda che si occupa dello smaltimento dei rifiuti a Palermo agli agenti e al pm Gianluca De Leo nell’interrogatorio. “Ieri stavo andando al lavoro per il mio turno serale. Ho dimenticato il badge e sono tornato a casa a prenderlo. Mi ha bucato la maglietta con il forchettone che stava utilizzando per arrostire la carne sul barbecue. Allora sono andato in casa ho preso la pistola e sono ritornato in strada”.

Neppure davanti alla pistola puntata, D’Aleo avrebbe smesso di insultare Billitteri. “Tanto non hai le palle di sparare”, gli avrebbe urlato. A questo punto invece il dipendente della Rap ha esploso due colpi con una pistola calibro 38 che ha detto di avere trovato dentro un cassonetto durante un turno di lavoro. La pistola era detenuta illegalmente, per questo Billitteri è stato anche denunciato. A questo punto la fuga a bordo della sua Ford Fiesta ritrovata in via Verne. L’assassino ha cercato rifugio da alcuni amici nel quartiere Marinella dove abitava prima. Qui in un box di sua proprietà ha nascosto la pistola. E poi si è rifugiato in un magazzino. Gli agenti della squadra mobile avevano circondato la zona. Ora D’Aleo è stato fermato con l’accusa di omicidio.

Intanto, non appena la Rap è venuta a conoscenza di quanto accaduto nel quartiere di Sferracavallo ha disposto la “sospensione immediata” dal servizio di Billitteri “in attesa dei chiarimenti da parte degli organi preposti, adottando immediatamente i provvedimenti conseguenziali – si legge in una nota – e previsti dal contratto collettivo e dalle normative vigenti per il caso in specie”.

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