Palermo, corruzione all'Ars: Galvagno, slittano tempi dell'inchiesta

Corruzione all’Ars, slittano i tempi dell’inchiesta su Galvagno e gli altri

Il presidente dell'Ars ha nominato un nuovo legale

PALERMO – Slittano i tempi dell’inchiesta sul presunto patto corruttivo che ruota attorno ai finanziamenti erogati dalla Regione siciliana. Siamo nella fase di avviso di chiusura delle indagini preliminari. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha nominato un nuovo avvocato. Vittorio Manes, professore di Diritto penale all’Università di Bologna, lavora alla difesa assieme al penalista palermitano Ninni Reina.

Galvagno ha chiesto un termine a difesa

Manes ha chiesto un termine per studiare il fascicolo – informative, trascrizioni e audio delle intercettazioni – in modo da decidere se presentare una memoria difensiva oppure chiedere l’interrogatorio di Galvagno. Orientativamente a fine ottobre la Procura della Repubblica dovrebbe procedere con la richiesta di rinvio a giudizio.

Dalle indagini dei finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria sarebbe emerso uno spaccato di gestione privatistica di fondi pubblici. I soldi dell’Assemblea regionale siciliana e dei singoli assessorati sarebbero stati assegnati a persone vicine a Galvagno, deputato di Fratelli d’Italia che occupa la carica più alta nel parlamento siciliano.

Molte decisioni sarebbero passate dalle mani di Sabrina De Capitani che di Galvagno è stata la portavoce fino al giorno in cui, una volta emersi i dettagli delle indagini, si è dimessa.

A spingere le scelte su chi e cosa finanziare sarebbe stato un giro di favori e tangenti, sotto forma di incarichi e consulenze. Si va dalle mostre di quadri alle iniziative di beneficenza, passando per apericena e convegni.

Le utilità contestate

Le utilità sarebbero state elargite da Marcella Cannariato, moglie di Tommaso Dragotto (il patron di Sicily by car) e Nuccio La Ferlita, noto manager catanese dei concerti.

I finanziamenti votati dall’Ars e quelli direttamente concessi da Galvagno (come presidente del parlamento siciliano ma anche della Fondazione Federico II), riguardavano iniziative di beneficenza organizzati dalla Fondazione Dragotto, spettacoli per il Natale a Catania (198.000 per “Un magico Natale” edizioni 2023 e 2024, un “apericena” da 10 mila euro offerto dalla presidenza dell’Ars in occasione dell’iniziativa culturale “Donne, economia e potere” organizzato dalla Fondazione Bellisario ed eventi vari tra cui “Sicilia per le donne” nel 2023 (27.200 euro).

Gli altri indagati

L’avviso di chiusura indagini lo scorso luglio è stato notificato anche ad Alessandro Alessi, titolare di una società che organizza eventi per conto della Fondazione Dragotto. Quest’ultimo avrebbero ottenuto consulenze pagate, anche in contanti (una provvista di 10 mila euro fu incassata da De Capitani il 9 luglio 2024) con i contributi concessi dalla politica. E ci sarebbe pure la promessa di Cannariato di assegnare una consulenza legale alla cugina di Galvagno (la vicenda non si è concretizzata).

Tra gli indagati anche Marianna Amato, dipendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana e pure lei organizzatrice di eventi, Giuseppe Cinquemani, segretario particolare di Galvagno. A presentare amato a Galvagno sarebbe stato l’ex assessore regionale al turismo Manlio Messina.

L’inchiesta è partita da “Sicily, Women and Cinema”, la manifestazione per pubblicizzare l’Isola al festival cinematografico di Cannes finanziata con 3,7 milioni di euro di fondi del Turismo, ed è approdata ai fondi dell’Ars e della Fondazione Federico II.

Il filone dell’assessore Amata

L’avviso è stato firmato dal procuratore Maurizio de Lucia, e dai sostituti Andrea Fusco e Felice De Benedittis. Questo capitolo delle indagini si aggiunge a quello già approdato al giro di boa dell’avviso di conclusione delle indagini e che coinvolge, fra gli altri, anche l’assessore regionale al Turismo Elvira Amata, altro esponente di Fratelli d’Italia (che ha reso interrogatorio), e l’ex direttrice della fondazione Federico II Patrizia Monterosso. È probabile che i due filoni delle indagini saranno riunificati nella fase di richiesta di rinvio a giudizio.


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